L’aria del continente: recensione teatrale alternativa

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nino martoglio

Sono ormai alcuni anni che mi sono “ritagliata” un piccolo spazio nel mondo del teatro, catanese e non solo, con le mie recensioni che pare vengano apprezzate dagli “addetti ai lavori”; nel mio piccolo cerco sempre di andare dove la mia presenza è desiderata, talvolta, come ieri, per esempio, assistendo a due spettacoli in un solo giorno, una pomeridiana e una serale, per accontentare i miei amici “teatranti”, altre volte vorrei avere il dono dell’ubiquità per applaudire più di un evento che ha luogo in contemporanea.

Questo incipit per annunciare che, per la prima volta, sento l’esigenza di scrivere una recensione “alternativa”, mai fatto prima, che so già mi attirerà l’”ira funesta” di molti “addetti ai lavori” compresi alcuni miei amici attori; forse mi giocherò qualche futuro accredito stampa ma corro questo rischio, voglio essere sincera com’è mia abitudine, pazienza se questo vorrà dire inimicarmi una fetta del mondo teatrale.

Ieri sera siamo stati presenti alla prova generale della nuova mise en scene de “”L’aria del continente”, immortale capolavoro martogliano che torna sulle scene in questa stagione in una veste totalmente nuova che, purtroppo, non ha incontrato il nostro personalissimo apprezzamento anche se ammiriamo il coraggio del giovane e bravissimo regista Antonello Capodici che ne ha curato la nuova trasposizione: non ci è piaciuto il quasi completo stravolgimento del testo originale per motivi che sfuggono alla nostra comprensione.

E voglio quindi dedicare questa mia recensione, con i complimenti meritatissimi, a coloro che invece hanno fatto, secondo me, un lavoro egregio e originalissimo in questa nuova edizione iniziando dall’autore delle musiche, il giovane e bravissimo compositore nisseno Aldo Giordano, che ha creato una colonna sonora in cui domina il suono del pianoforte ma anche con richiami alle musiche etniche siciliane.

Insieme alle musiche il nostro “bravo” va allo scenografo, Salvo Mangiagli, che ha immaginato e creato una serie di scene davvero originali, avveniristiche direi, lineari ma perfette “aiutato” dalle bellissime luci di Andrea Chiavaro a cui vanno i nostri complimenti, bravo davvero, ha dato un tocco di classe in più al lavoro dei “colleghi” Giordano e Mangiagli.

Niente da eccepire sulla bravura recitativa, da tempo a noi nota e recensita, di Enrico Guarneri e di tutto il suo numeroso cast ma siamo troppo affezionati a quella classica “Aria del continente” che un maestro come il resista Romano Bernardi, presente ieri sera tra il pubblico, ha messo in scena per tante stagioni.

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