Perthus al teatro Brancati di Catania

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Perthus Andrea Luini e Matteo RomoliLunedì 15 e martedì 16  Novembre  alle ore 21 andrà in scena al Teatro Vitaliano Brancati di Catania, per la rassegna teatrale “Nuovi Percorsi” promossa dal Teatro della Città, interamente dedicata alla drammaturgia contemporanea, Perthus di Jean Maria Besset , traduzione di Anna D’Elia, con Massimo De Rossi ,Annibale Pavone, Andrea Luini , Matteo Romoli per la  regia di Giampiero Cicciò.Un testo, pervaso da una comicità amara e trascinante, in cui l’autore propone un affresco disincantato e a tratti esilarante del passaggio dall’adolescenza all’età adulta. In una piccola città nel sud della Francia, poco lontano dal passo del Perthus che permette di attraversare i Pirenei e raggiungere la Spagna, Paul, un liceale appassionato di letteratura e di teatro, incontra Jean-Louis, giovane ammaliante e misterioso, alunno dell’ultimo anno. Molto rapidamente, tra loro nasce una forte amicizia fatta di grande complicità ed esclusività. Mentre Paul si scopre innamorato di Jean-Louis, con tutta l’irruenza della sua età adolescenziale, le rispettive madri, Irene e Marianne, fanno conoscenza: ciascuna trova nell’altra lo specchio della propria esistenza. Diventano amiche e confidenti, unite soprattutto dala loro infelicità di mogli. Decise a costruire un futuro prestigioso per i loro “figli prodigio”, ambiziose e determinate, non lasceranno che la passione tra i due ragazzi, faccia deragliare la carriera e la vita a cui esse li hanno destinati.I protagonisti sono ragazzi oppressi dalle madri, al tempo stesso autoritarie e vulnerabili, che cercano di plasmarli e di pianificarne l’avvenire. In più, i due giovani sono abbandonati a se stessi dai padri, invisibili nella pièce,  goffi e bugiardi alle prese con ambizioni e carriere, sempre impegnati ad accumulare denaro. Sarà dunque scontrandosi con i perentori dettami materni che Paul e Jean-Luis proveranno a integrarsi in una collettività dove l’uniformità e l’anestesia delle pulsioni appaiono come antidoti contro l’emarginazione. Soffocando e allenando l’anima alla finzione, per immergersi miseramente in una realtà piatta e omologata, il nostro futuro – questo il monito di Besset – è votato ad una condizione di ineluttabile scontentezza.              Una produzione Fondazione Teatro V.E. di Noto in coproduzione con Taormina Arte 2009.

Info e botteghino Teatro V.Brancati tel.095.530153

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