La Divina Commedia Opera

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phoca_thumb_l_La Divina Commedia Arena Verona - 376Sabato e domenica al Teatro Team di Bari è andato in scena, per il secondo anno di seguito, il musical “La Divina Commedia”.

Uno spettacolo senza precedenti, emozionante e coinvolgente dalla prima all’ultima aria.

Con la regia di Manolo Casalino e con le musiche di Frisina sono stati rappresentati Inferno, Purgatorio e Paradiso, il viaggio di Dante Alighieri alla ricerca dell’amore perduto, la bella Beatrice (Mariangela Aruanno).

Lo spettacolo è iniziato tra il pubblico, una voce, una luce e poi vediamo Dante (Vittorio Bari) avviarsi tra la platea e la galleria verso il palco, il pubblico diventa protagonista attivo dello spettacolo, una tecnica piacevolmente curiosa che mette lo spettatore di fronte alla sorpresa.

Allo stesso modo apparirà Beatrice, così, all’improvviso, tra il pubblico e sempre in mezzo alla platea, prima di giungere sul palco, si  muoveranno Dante, Virgilio (Lalo Cibelli) e gli altri personaggi permettendo allo spettatore di  accompagnarli nel loro cammino.

Si avvicendano sul palco i nomi più conosciuti della Divina Commedia, Ulisse (Giovanni De Filippi), il conte Ugolino (Paolo Bianca), Pier delle Vigne (Giorgio Adamo), Paolo e Francesca (Valentina Spreca) nell’Inferno, Pia dei Tolomei (Elena Tavella), Arnaut Daniel (Giorgio Adamo)e Guido Cavalcanti (Giovanni De Filippi),  nel Purgatorio, San Bernando (Giovanni De Filippi), San Tommaso (Paolo Bianca) e Picarda (Elena Tavella) nel Paradiso.

Dante incontra i vari personaggi durante il suo cammino, ascolta il racconto del  dolore infernale rimanendone egli stesso dilaniato. Un dolore che accartoccia il protagonista ed anche lo spettatore che si ritrova a sentire dentro di sé le emozioni di Dante.

Nel Purgatorio Dante incontra le anime di coloro che sperano nella purificazione, condivide con loro la speranza e accoglie la preghiera di essere ricordati.

Nel Paradiso il viaggio dantesco si porta a compimento, l’amore cercato viene ritrovato e assieme ad esso la certezza dell’Amore Assoluto.

Musica, luci e scenografie seguono il percorso dantesco in un crescendo di emozioni: si passa dalla drammaticità dell’Inferno espressa dal rock al gregoriano del Purgatorio per terminare con le sinfonie del Paradiso.

Anche le scenografie si trasformano, la foresta plumbea e aggrovigliata dell’inferno si districa fino a trasformarsi nel giardino fiorito dell’Eden.

I momenti più toccanti di tutto lo spettacolo sono quelli che vedono protagonista quell’unica aria che rappresenta il verso forse più significativo dell’opera dantesca, l’Amor che muove il sole e le altre stelle: un’aria magnificamente interpretata che assume tre significati diversi a seconda del contesto in cui è inserita.

La prima volta viene intonata da Beatrice: Dante sta per affrontare il viaggio, comincia già a sentirne il peso e la voce della sua amata gli dà coraggio. Alla fine della rappresentazione dell’Inferno, tutti i dannati cantano l’amore che in vita hanno tradito e che ora gli impedisce di “riveder le stelle”. Infine, quando Dante negli occhi della Vergine Maria trova l’Amore Assoluto, la sua gioia esplode nel concertato finale dove tutti i personaggi cantano l’Amor che muove il sole e le altre stelle, regalandoci uno dei più bei spettacoli che personalmente io abbia mai visto.

L’immagine è stata tratta dal sito www.ladivinacommediaopera.it

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