Vieni via con me 2 – la vendetta

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La seconda puntata di  Vieni Via con Me non teme la concorrenza del Grande Fratello 11 o di altri appuntamenti televisivi, e batte i record registrati la scorsa settimana.    Nove milioni e 31 mila telespettatori, pari al 30.21 per cento di share. Tra gli ospiti il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, e il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che hanno elencato i valori della destra e della sinistra. Beppino Englaro e Mina Welby che hanno parlato di diritto alla vita e alla morte.

Il lungo monologo di Roberto Saviano si è focalizzato sulle tre mafie italiane, entrando nei dettagli dei loro contatti con il mondo economico e politico del nord Italia, della Lombardia e di Milano. “Stasera per parlare dell’oggi devo partire da lontano, dalla leggenda di tre cavalieri spagnoli Osso, Mastrosso e Carcagnosso, da cui si fanno discendere rispettivamente Cosa Nostra, ‘ndrangheta e camorra”.

Tre cavalieri di Toledo che nel 1400 ripararono a Favignana dopo che col sangue avevano lavato l’onore violato della sorella. A Favignana restarono in cella per 30 anni.  Da quella detenzione la leggenda racconta che i tre uscirono con saperi diversi ma con un comune denominatore, Osso restò in Sicilia spargendo il sapere mafioso di Cosa Nostra, Carcagnosso, andò a Napoli fondando lì la camorra, Mastrosso, si fermò in Calabria a fondare la ‘ndragheta, forse quella riuscita meglio perché per secoli è rimasta la meno vista, la più sommersa, delle organizzazioni criminali.

Una tipologia di organizzazione paragonabile a un ordine vero e proprio con una sua gerarchia, con stipendi, regole e disciplina. ”La mafia ha regole precise, è disciplinata e non deve far pensare a strutture confuse, è interessante capire cos’è il battesimo dell’affiliato che inizialmente si chiama “contrasto onorato” solo successivamente diventa “picciotto”.  Un affiliato deve  garantire per lui con la vita, diventa  un fratello di sangue,  deve giurare di sostituire la  sua famiglia con  la società, la società deve essere messa sopra  tutto, è  da quel momento che nasce “l’uomo d’onore”.

Colui che presiede la riunione d’iniziazione  è il capo della società, il rito è obbligatorio e si consuma mediante questa formula:

Capo-Società: Buon vespero. Saggi compagni

Gli altri: Buon vespero

Capo-Società: State accomodi per battezzare questo locale?

Gli altri: Stiamo accomodi

Capo-Società: A nome dei nostri vecchi antenati, i tre cavalieri spagnoli Osso, Mastrosso e Carcagnosso, battezzo questo locale se prima lo riconoscevo per un locale che bazzicavano sbirri e infami, da ora in poi lo riconosco per un luogo sacro santo e inviolabile dove può fermare e sformare questo onorato corpo di società. – Prima della famiglia, dei genitori, dei fratelli, delle sorelle viene l’interesse e l’onore della società, essa da questo momento è la vostra famiglia e se commetterete infamità, sarete punito con la morte. Come voi sarete fedele alla società, così la società sarà fedele con voi e vi assisterà nel bisogno, questo giuramento può essere infranto solo con la morte. Siete disposto a questo? (Codice della ‘Ndrangheta, letto per la prima volta in Tv e quindi diffuso e da ora conosciuto non solo dagli interessati ma anche da molti telespettatori).

“Queste sono le parole di un terribile matrimonio ed è solo l’inizio delle regole,. Ci sono regole su come uccidere un uomo, su come si punisce chi tradisce. Se non ci sono regole non c’è organizzazione. Queste non sono storie lontane, non sono del medioevo, sono dei nostri giorni”. – “Chi comanda quest’organizzazione sceglie un regine di infelicità, vive in un bunker, una tana fatta di rinunce, non si esce mai perché è un potere fatto solo di testa, una specie di filosofia di vita, non escono mai per farsi una birra, per correre su un’auto. Quando ci si nasconde in questo modo si è disposti a tutto, a sacrificare la propria vita, la luce, per un  potere economico enorme”.

Quindi più se ne parla e più si sbriciola il muro delle omertà e il sistema delle connivenze, più ne siamo a conoscenza e più è possibile contrastare questo sistema frapponendo ostacoli al ricatto culturale della mafia.

“L’unico modo per contrastare questo fenomeno non è la repressione. Possiamo contare sulla parte onesta, sana dell’Italia, c’è un esercito di persone che combattono quotidianamente lavorando onestamente,  combattono il male agendo contro di loro nell’unico modo che fa loro paura ovvero con onestà non assoggettandosi alle regole ed è questa parte dell’Italia che sta forse sognando un Italia diversa”.

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