Vendetta

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immigrati_gruIl 30 ottobre, a Brescia, si era svolta una manifestazione per protestare contro il mancato rilascio dei permessi di soggiorno (si era parlato di “sanatoria-truffa”) e per chiedere una “vera” sanatoria per tutti gli immigrati che avevano già un lavoro.
Alla fine della manifestazione, sei dei partecipanti (ma subito dopo due di loro avevano desistito) erano saliti su una gru e vi erano rimasti fino all’altro ieri.
In quei 17 giorni c’erano state altre manifestazioni, attestati di solidarietà, proteste, iniziative varie.
Poi, grazie alla mediazione di Cgil, Cisl e Diocesi bresciana, e l’assicurazione che sarebbe stato creato un tavolo istituzionale sul tema delle truffe agli immigrati, i quattro erano scesi a terra.
Subito dopo erano però partite una serie di perquisizioni e retate nell’ambiente dell’immigrazione bresciana che avevano portato al fermo di diversi immigrati e, lo apprendiamo dai giornali di oggi, all’espulsione di due dei quattro saliti sulla gru.
Al di là delle dichiarazioni ufficiali dei politici e degli esponenti della cosiddetta società civile (“Queste espulsioni riaffermano il principio della legalità”,  Riccardo De Corato, vicesindaco di Milano; “Il Governo fermi le retate e le espulsioni punitive per le proteste dei giorni scorsi a Brescia e a Milano”, Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci), credo che queste espulsioni altro non siano che una vendetta delle Istituzioni nei confronti di chi ha protestato.
Ma non si diceva che la vendetta era un piatto da consumare freddo? A me sembra che in questo caso, invece, il piatto sia ancora fumante.

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