Una giornalista bionda ma scomoda

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Proseguono le interviste di Daria Bignardi all’interno del programma “Le invasioni barbariche” su La7, ieri sera di fronte alla sua rossa scrivania, la giornalista anzi l’invita del Tg1 Maria Luisa Busi reduce dalle recenti decisioni che l’hanno portata all’abbandono della testata.

Maria Luisa BusiE’ la prima volta che si fa intervistare nonostante i numerosi anni di televisione e la notorietà raggiunta dal  volto storico della Rai, ora anche nei panni di autrice del libro : “Brutte notizie. Come l’Italia vera è scomparsa dalla tv” (Rizzoli editore) dove racconta i retroscena dei troppi giochi di potere che infestano il piccolo schermo e che l’hanno talmente saturata da farle abbandonare quella scrivania a cui aspirano tanti giornalisti. E proprio dal libro che Daria Bignardi stimola il racconto dell’incontro professionale che risale al 1992, con Berlusconi.

In quell’anno stava nascendo il Tg 5 di Enrico Mentana; lei fu chiamata per un colloquio e si ritrovò davanti sia Gianni Letta che l’attuale Presidente del Consiglio. Alle pressanti richieste dell’interessata sul perché fosse stata convocata quest’ultimo espresse il desiderio di averla “nella grande famiglia” e, quando Maria Luisa gli chiese il motivo, rispose candidamente: “Beh, innanzi tutto lei è un bel bocconcino”.

Maria Luisa BusiPacatamente la Busi prosegue nella rievocazione affermando che dal termine  della frase del Cavaliere alla sua “fuga” fossero passati circa  15”  e non solo rincara la dose aggiungendo che sicuramente si trattò di una “galanteria” di un uomo abituato ad approcciarsi  in quel modo alle donne, ma la conclusione dell’episodio mi ha veramente lasciata stupefatta.

Maria Luisa concluse il colloquio con queste lapidarie parole: “ Cavaliere, il tempo è denaro e lei ha più denaro di me quindi, meno tempo, meglio salutarsi”.

Geniale e pronta reazione femminile di  una donna che crede ancora nel mestiere del giornalista perché “coniuga creatività a impegno civile”, una donna che è convinta che un giornalista non debba sbandierare le proprie idee politiche ma, attenersi alla “responsabilità sociale del suo impegno”, una donna che quando si è sentita gridare in faccia, dai terremotati dell’Aquila: “Vergogna”,  (parola che sintetizza come il governo e i media  finché si tratta di raccontare i disastri e mettere in atto la solidarietà si dimostrino  presenti ed efficaci. Quando  poi si deve sostituire il “governo del fare” allora la Tv diventa “l’espressione massima del populismo mediatico”) ha preso la  decisione di dimettersi perché: “penso che quelle persone avessero ragione”!

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