Maroni da Saviano

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maroniDopo tante prese di posizione, alla fine si è trovato l’accordo: a dispetto di quanto dichiarato qualche giorno fa da Loris Mazzetti, capostruttura di Raitre e responsabile del programma Vieni via con me (“Se il ministro Maroni ha qualcosa da dire e si è sentito offeso, essendo un ministro ha la possibilità di parlare in tutti i programmi e in tutti i telegiornali, quindi si organizzi in qualche maniera. Noi stiamo facendo un programma culturale e quindi non credo che ci sarà la possibilità di replicare”), Roberto Maroni, ministro dell’Interno, parteciperà al programma del duo Fazio/Saviano per leggere un elenco (“Se il ministro non intende fare una precisazione, ma leggere un elenco, una sua lista in veste di ministro degli Interni, attenendosi al linguaggio del programma, sarà anche in questo caso il benvenuto”, Paolo Ruffini, direttore di Raitre).

La sua partecipazione si spiega, quindi, con le polemiche sollevate dallo stesso Maroni dopo il monologo di Saviano nella scorsa puntata, monologo nel quale lo scrittore sosteneva che ormai la mafia fosse arrivata anche al nord.

Dunque stasera vedremo il ministro dell’Interno leggere il suo elenco (dovrebbe elencare i successi ottenuti dalle forze dell’ordine in questi due anni), ma frattempo, però, Maroni è stato ospite a Matrix, a Porta a porta, a L’ultima parola, a In mezz’ora.

Questo vuol dire che, in questo Paese, fare la voce grossa permette di avere, ma solo a chi riesce a farsi sentire, oltre che il semplice diritto di replica, anche la possibilità di partecipare a più programmi, disponendo, di fatto, di un’enorme tribuna per pubblicizzare/manifestare le proprie tesi.

Poiché per la stessa puntata di Vieni via con me si era anche lamentato Pier Ferdinando Casini (“Mentre a Maroni, per fortuna, viene concesso il diritto di replica, questo diritto non viene purtroppo concesso a coloro che vogliono lottare per difendere il diritto alla vita: faccio un appello ai dirigenti della Rai, a Masi, a Saviano e Fazio perché diano voce anche a queste persone”), adesso cosa farà la Rai, offrirà anche a quest’ultimo la possibilità di leggere un proprio elenco in trasmissione?

E se questo è il principio, basterà dunque alzare un po’ la voce per avere il diritto di partecipare a qualunque trasmissione si desideri? Ma in questo modo, però, il messaggio che passa è quello che il più forte ha sempre ragione.

Non ci sembra sia un bel messaggio.

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