Print Friendly, PDF & Email

guia jelo

Entri nel foyer del teatro Brancati a Catania e ti trovi subito immersa in un’atmosfera surreale: la musica struggente di una fisarmonica suonata dal vivo da Francesco Calì e Guia che accoglie il pubblico e, sotto l’occhio di alcune telecamere televisive, invita a ballare con lei lo spettatore di turno, quest’onore è toccato ieri sera anche al marito di chi scrive.

E poi accompagna il “suo” pubblico all’interno del teatro come una perfetta padrona di casa che intrattiene i suoi ospiti in attesa di qualche evento importante: il suo spettacolo, un dono delle follie trasgressive, devastanti ed avvincenti di se stessa che si concede senza limiti e senza veli, una carrellata di donne, donnette, donnacce, fimminnazze, sante, prostitute, suore ma tutte pazze e “detestanti” i maschi”.

Diretta da Lamberto Puggelli, scene e costumi sono di Giovanna Giorgianni, e accompagnata al pianoforte in sala sempre da Francesco Calì Guia Jelo disegna una galleria di personaggi malati, sessualmente provocatori, un elogio della pazzia coniugata al dolore dell’esser donna, un monologo a più voci quante sono le eroine, tutte al femminile, che rivivono nel corpo e nella voce dell’attrice.

In una grandissima prova d’attrice Guia  ha interpretato testi e frammenti di autori vari, da  “Viva la regina” di Aldo Nicolaj ad “Antonio e Cleopatra” di W.Shakespeare, da “Salomè “di Oscar Wilde a  “Le Buttane : Liuccia Bonuccia, Veronica , Gina, Blu-blu” di Aurelio Grimaldi; da “Il vizio del cielo: Maddalena” di Valeria Moretti a “Boccuccia di rosa: la suora” di Beatrice Monroy per chiudere con il Canto XVII  dell’Inferno di Dante.

Concludiamo con alcune note di regia  di Lamberto Puggelli che ci trovano perfettamente concordi “Non sappiamo  come il pubblico reagirà a questa tua proposta così audace , così violenta, dissacratoria… Ma in questo nero tragico in cui balena il rosso del teatro e della pazzia, sempre insinui il sospetto che ognuno di loro sia tuo fratello, che per tutti possa brillare un barlume di speranza. E che la cosa più importante per l’attrice  e la donna Guia Jelo sia e debba essere un senso profondo di pietà.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*