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sirenetta

Ieri abbiamo avuto il piacere di assistere, al teatro Piscator di Catania insieme a tanti bambini e ai loro genitori, a “Sirenetta”, una rivisitazione personale della celebre fiaba di Andersen a cura della compagnia “La casa di creta” di Antonella Caldarella e Steve Cable che ne sono i protagonisti insieme a Tiziana Francesca Vaccaro e Francesco Viglioti.

“…(qui) la malinconia nordica cede spazio ai colori e ai suoni del mare mediterraneo…” ma soprattutto”…l’accento (di questa versione originale) viene posto sulla DIVERSITA’ della protagonista…” e ancora “…al centro della trama troviamo il conflitto tra padre e figlio, tra pregiudizio e apertura…l’amore sarà in grado di superare la diffidenza e il pregiudizio?…”: abbiamo voluto iniziare la nostra recensione con queste parole degli autori perché, al di là della mise en scene di cui parleremo, ci è sembrato fondamentale sottolineare, prima di tutto, il messaggio, la morale che “Sirenetta” vuole regalare a chi l’ascolta: superare la diversità, abbattere ogni pregiudizio, aprire la mente e il cuore a chi non è come noi.

E per fare questo Antonella e Steve si sono avvalsi anche della collaborazione di Susanna Messina che ha disegnato gli splendidi e coloratissimi costumi e le particolarissime scene e di Tiziana Rapisarda che, oltre a essere l’illustratrice del libro “Sirenetta” edito da Euno edizioni, ha creato un affascinante gioco di ombre sul palcoscenico che ha perfettamente interagito con la recitazione.

Tiziana Francesca Vaccaro è brava a delineare una dolcissima sirenetta che si trasformerà, per amore del principe, in una ragazza ma che perderà per questo la voce, ed è l’unica del cast a recitare in un solo ruolo; gli altri tre “colleghi” ne interpretano più di uno con velocissimi cambi d’abito caratterizzando ognuno dei personaggi con la gestualità e la recitazione adeguata.

Tra tutti ci è piaciuto Francesco Viglioti quando, nel primo atto, interpreta una divertentissima tartaruga balbettante e, nel secondo atto, Antonella Caldarella davvero formidabile sia nel ruolo del servo Aronne che in quello della principessa portoghese petulante e Steve bravissimo sia nel ruolo del granchio, nel primo tempo, che in quello del re che non sopporta la diversità ma che cambierà idea nel finale.

Concludiamo con un nostro messaggio, una nostra personalissima morale di Sirenetta: cancelliamo da noi la diffidenza e il pregiudizio e apriamo la mente e il cuore al “diverso” che potrà solo arricchirci con la sua “alterità”.

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