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wheelchair dreams“…sono una carrozzina. Una come tante, ho le ruote, un telaio e un sedile come tante e faccio esattamente ciò che tutte le altre fanno. Ma io mi sento un po’ speciale e vi spiego il perché. Vivo da anni con il mio amico Roberto…la sua vita speciale che rende speciale anche la mia. Dovreste provare anche voi a essere sempre un po’ più speciali. Osservando meglio il presente e sognando il possibile, sempre pronti ogni mattina a correre, scalare ed a solcare la nostra vita. Anche se dovesse essere tutta in salita. Avreste solo a guadagnarci”: con queste splendide parole tratte dall’introduzione di Francesco Turrisi al catalogo vogliamo iniziare la nostra recensione alla mostra, appena inaugurata al palazzo della Cultura di via Vittorio Emanuele a Catania, delle bellissime foto che Claudio Allia ha dedicato a Roberto Di Simone, alla sua amatissima carrozzina e ai suoi sogni da cui nasce il nome del sito www.wheelchairdreams.com

Roberto Di Simone vive da molto tempo sulla sua carrozzina per una grave forma di polio infantile ed è l’infaticabile e attivissimo presidente di Aldebaran, un’associazione di Catania che esiste da quasi 40 anni e che vuole rappresentare e tutelare tutte le persone disabili superando i confini di tutte le associazioni legate alle singole patologie perché i bisogni sono uguali per tutti.

Claudio Allia, autore delle straordinarie foto, tutte in bianco e nero, della mostra,  oltre che essere fotografo freelance per passione con un curriculum artistico di grande spessore è un musicista e un medico oftalmologo, professione che lo ha portato in contatto con Roberto, suo paziente, che un giorno gli ha confidato: “Qualche volta penso con grande malinconia a cosa ne sarà della mia carrozzina quando io non ci sarò più”. Da queste parole è nato in lui il desiderio di creare delle immagini in cui la protagonista fosse proprio la carrozzina e, naturalmente, anche Roberto, suo inscindibile compagno.

Sono foto che fanno riflettere, che fanno anche male, che ti insinuano il dubbio, in cui Roberto si mette a nudo per provocare una reazione in chi le osserva; in quasi tutte Claudio ha posto una valigia accanto alla carrozzina come simbolo della voglia di viaggiare, di andare oltre, di volare; in alcune sulla carrozzina vediamo un manichino, talvolta senza testa, che simboleggia il corpo immobilizzato di una persona disabile.

Nelle didascalie che accompagnano le foto del catalogo Roberto scrive queste parole, riguardo all’usanza degli Spartani di buttare giù dalla torre coloro che nascevano storpi “…questa pratica oggi naturalmente non è più in uso…solo perché l’imbarbarimento si è raffinato…gli spartani ti eliminavano fisicamente e in un colpo solo si risolveva il problema, oggi ti riservano la quotidiana morte civile”.

Gli incassi di questa mostra saranno interamente devoluti al progetto “Tegolina” di Aldebaran per la realizzazione di una casa-famiglia, una struttura abitativa multifunzionale per persone con disabilità.

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