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il principe ranocchio

Ancora una volta il “mago” del Piccolo teatro di Catania, il regista Gianni Salvo, ha tirato fuori dal suo cilindro, dalla sua valigia fatata, un’altra fiaba ed è stato un ennesimo successo: ieri pomeriggio siamo stati affascinati e rapiti, insiemi ai tantissimi bambini presenti con i loro genitori, dalle avventure di questo ranocchio, che torna a essere principe grazie all’amore per una principessa, nell’adattamento della celebre favola dei fratelli Grimm di Domenico Carboni.

Splendidamente bravi i quattro attori di cui parleremo tra poco; prima vogliamo fare i nostri complimenti alla scenografa e costumista, Oriana Sessa, che ha saputo immaginare e creare dei costumi deliziosi con particolari pertinenti e alcuni elementi scenici, come il laghetto, la tavola imbandita e la bicicletta finale, colorati e divertenti, coadiuvata dalle musiche ad hoc di Pietro Cavalieri.

E ora standing ovation meritatissima per tutti e quattro i protagonisti che interpretano, con bravura e velocissimi cambi d’abito, due ruoli ciascuno: il protagonista, il ranocchio che alla fine torna a essere il principe Gualtiero, è Nicola Alberto Orofino; la principessa Ursula che diventa una ranocchia e poi di nuovo principessa è Tiziana Bellassai; il re che poi si trasforma nel mago Scarabocchio, anche lui una rana un po’ particolare, Giuseppe Carbone; e infine la cameriera del castello che diventa la maga Curcumina interpretata da Egle Doria.

Vogliamo, per concludere, sottolineare alcuni “accorgimenti” registici che ci hanno colpito particolarmente: la deliziosa “r” francese del principe ranocchio e la “s” spagnola della principessa trasformata in ranocchia, le ottime voci di Giuseppe Carbone e Tiziana Bellassai nei momenti di canto, i movimenti perfettamente coordinati dei tre attori dietro la tavola imbandita, quasi una danza, e la caratterizzazione divertentissima sia della cameriera che della maga data da Egle Doria: complimenti al regista.

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