Rapporti di forza

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finiAllora… Berlusconi e Fini, fin dalla famosa “discesa in campo”, sono sempre stati alleati e un anno e mezzo fa hanno addirittura fondato insieme un nuovo partito, il Popolo delle Libertà. In tutti questi anni hanno votato più o meno in modo compatto e Fini ha sempre votato le leggi che l’opposizione, e non solo, ha chiamato “ad personam”, quelle leggi cioè fatte votare al Parlamento per salvare il c*** al Presidente del Consiglio, “sceso in politica”, lo ha dichiarato Marcello Dell’Utri, “per evitare di portare i libri in tribunale” (che altro non è che una simpatica metafora per dire che Berlusconi rischiava la galera e le sua aziende il fallimento).

Bene. Dopo tutti questi anni in cui, almeno pubblicamente, sono stati culo e camicia, a un certo momento Fini inizia ad avere i mal di pancia e comincia a cogliere ogni occasione per distinguersi dal suo compagno di partito. A distinguersi a parole, almeno. Perché nei fatti continua a votare come il suo amichetto.

Con il passare dei mesi, però, il Presidente della Camera si fa più battagliero e, prima crea un nuovo partito, poi chiede le dimissioni del Governo, e, infine, dichiara che dopo il voto di stamattina il suo partito andrà all’opposizione.

Perfetto. Ma allora che c’entrano le trattative svolte sottobanco dai suoi uomini per evitare il voto di sfiducia, la promessa di appoggiare un reincarico a Berlusconi se questi si dimette di sua spontanea volontà, i tentativi di mediazione? Hai deciso di dare una spallata al Governo? A chi ti chiedeva perché dopo tutti questi anni ti è venuto il mal di pancia non hai forse risposto che a tutto c’è un limite? E allora perché questi ripensamenti?

Hai fatto una scelta? E allora vai avanti fino in fondo. Altrimenti le persone non capiscono. Due volte.

Oppure capiscono che tutta questa manfrina è solo una questione rapporti di forza e di potere all’interno dello stesso schieramento.

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