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nuvena

Nella botte piccola c’è il vino buono: questo celebre proverbio, dettato dalla saggezza popolare, mi sembra uno dei modi migliori per caratterizzare “NUVENA” e la Sala Magma in via Adua, uno dei più piccoli contenitori teatrali di Catania come numero di posti ma che ha un cartellone così vario, particolare, eterogeneo che non teme il confronto con i più grandi e celebri teatri etnei.

E ieri ancora una volta, dopo “Sconcerto di Natale”, ci hanno offerto un altro spettacolo assolutamente magico: “Nuvena”. Tre soli artisti in scena: Laura Giordani, Fabio Dulzetto e Tiziana Francesca Vaccaro che hanno cantato e recitato accompagnati dalla splendida voce della chitarra del compositore Francesco Prinzivalli.

“Si è trattato di un “viaggio nella Sicilia tradizional-popolare, dall’atmosfera polverosa, antica, intrisa di quei sentimenti, abitudini, vizi, credenze ed usanze del popolo siciliano…”, un viaggio fatto attraverso più di trenta “momenti” tra brani recitati, sempre a tre voci, tratti dai più celebri autori che hanno parlato della Sicilia, e splendide ninne nanne come “Avò” e “Palummedda e siminzina” e canti natalizi che hanno reso l’atmosfera rarefatta, magica, attenta, partecipe. Ci sono stati anche momenti divertenti, che hanno provocato la risata, come “Favula siciliana” o “Curtigghiarisimu” o “Chiaccu di furca” o “Menu menu” o, ancora, la celebre “L’acidduzzu”. Splendido e triste “Il lamento del vecchio puparo” o “Matri chi mannati” dedicata al duro lavoro nella solfatare e ancora “Terra can nun senti”, dedicata a tutti quei siciliani che sono dovuti emigrare perché la propria amata terra non dava loro un lavoro. E bellissimo “Nuvena”, che dà il titolo allo spettacolo, il racconto della nascita di Gesù con la celebre “Sutta ‘n peri” in cui il ritornello, cantato da molti di noi spettatori, dice “E nasciu lu Bambineddu…” e poi ancora “E susi pasturi, non dòrmiri cchiu, ‘u viri ch’è nato u Bambinu Gesù…”
Dalla brochure: “Nuvena” nasce dal grande desiderio di contribuire a diffondere la nostra cultura, le nostre note, i lamenti, i colori, gli odori… bagaglio che ci portiamo dietro da generazioni. Nuvena è per tutti: grandi e piccini. Gli anziani ripercorreranno la memoria della loro vita ed i giovani apprenderanno quella “sicilianità” che, ahinoi, va perdendosi sempre più”: “Nuvena” ci è riuscita perfettamente.

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