La rivolta del cuscus ha vinto

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ll presidente tunisino, Ben Ali, rispondendo alla rivolta diffusa per la disoccupazione e la mancanza di libertà civili, ha annunciato concessioni senza precedenti.

Nel discorso alla nazione. Ben ali ha detto: “Capisco i Tunisini, capisco le loro richieste. Sono triste per quello che sta accadendo ora, dopo 50 anni di servizio al paese, di servizio militare, di tutti gli incarichi ricoperti, di 23 anni di presidenza. Abbiamo bisogno di una  riconciliazione”.

Ha annunciato pure che non si ripresterà alle prossime elezioni del 2014 dopo aver  governato con rigorosi poteri autoritari per 23 anni.

Quasi contemporaneamente, il governo ha allentato la censura sui media  consentendo l’apparizione di figure dell’opposizione sulla televisione e togliendo i blocchi ai siti web censurati.
La svolta  ha avuto una cauta  approvazione della opposizione.

A Tunisi, dopo  il discorso televisivo del presidente, la folla ha ignorato il coprifuoco ancora in vigore  e ha celebrato in strada nella notte sventolando bandiere, suonando i clacson: molti scandisco il nome di Ben Ali.
Tra l’emozione di un  imminente cambiamento sociale, molti attivisti hanno salutato le promesse di  Ben Ali con cautela, considerando che trasformare le sue parole in azione sarà una compito  molto difficile.
Un cambiamento repentino dunque del presidente e un ancora più repentino  cambiamento delle  folle  che dopo aver lottato per le strade contro il governo con morti e feriti manifesta invece con soddisfazione inneggiando addirittura allo stesso Ben Ali.

La vittoria della rivolta del cuscus pare quindi aver vinto: in realtà pero i problemi sono tutti rimasti e bisognerà affrontarli. Il governo lo ha riconosciuto ma in quanto a risolverli veramente sarà tutta altra cosa.

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La folla  festeggia a Tunisi  ( foto al Jazeera)

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