Pericolose Microcar

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la vita in direttaIl fenomeno delle microcar riguarda un po’ tutte le grandi città, anche se un vero e proprio boom è riscontrabile prevalentemente nella Capitale. Proprio a Roma se ne registra infatti una concentrazione maggiore, una moda più che una reale esigenza che da tempo è balzata sulle pagine di cronaca con le sue vittime. Vittime che prima o poi era destino giungessero e che pagano l’insensatezza di un meccanismo assolutamente legale.

E’ il tema dibattuto da “La vita in diretta”,  il rotocalco di Raiuno che vede tra i suoi ingredienti i fatti di attualità, le piccole storie della provincia italiana, tanti approfondimenti e collegamenti esterni, una formula collaudata da tempo e affidata al giornalista Lamberto Sposini.

Per capire meglio la questioni, si rende necessario spiegare che  le microcar, meglio note come “macchinette che si guidano senza patente” sono vere e proprie piccole automobili dotate nella maggioranza dei casi di motori Diesel da 50 cc. Proprio questo aspetto le equipara agli scooter rendendole guidabili anche dai quattordicenni senza patente e con il solo patentino.

Se formuliamo la domanda se sia giusto dare in mano un mezzo di trasporto ad un adolescente e rispondiamo affermativamente, la questione è risolta perché è fuor di dubbio che esse siano un po’ più sicure di un qualsiasi ciclomotore. Ma se ci domandiamo cosa ne può sapere una “clientela”  senza alcuna esperienza di quali siano le reazioni di un mezzo del genere ad esempio sull’asfalto bagnato?

Non metto in discussione  l’intelligenza di chi guida questi mezzi, ma nessuno potrà contestare che un discorso di maturità è fondamentale per comprendere il fenomeno. Cosa abbiamo davanti?

Una platea di poco più che bambini che hanno tra le mani un “qualcosa” che psicologicamente li porta a pensare alla sicurezza dell’auto dei genitori. Ma a bordo delle minicar la sicurezza non è assolutamente paragonabile a quella di una vettura vera. Non parliamo di ABS o airbag che sarebbero auspicabili, ma spesso manca anche la più semplice gabbia di protezione. In caso d’impatto anche non troppo violento molte di queste piccole automobili sono destinate a trasformarsi in autentiche trappole di plastica.

A metterle nel mirino della procura di Roma è proprio la loro sicurezza. In seguito a perizie tecniche effettuate dopo gli ultimi incidenti mortali avvenuti nella capitale, si evidenzia che i dispositivi di protezione dell’abitacolo risultano del tutto inefficaci,  su strade appena “spruzzate” dalla pioggia, diventano assolutamente instabili e molto difficili da controllare e  i materiali con cui vengono costruite sono fragili e leggeri, soprattutto per rispettare le norme sull’omologazione, che impongono per questi veicoli un peso massimo di 350 chili.

Ma a dispetto di qualsiasi buon senso le  minicar sono diventate di moda, un vero status symbol. Nella capitale attualmente ne circolano più di 5.000 esemplari e non basta: vengono facilmente modificate per aumentarne la velocità, portando queste vetturette a toccare anche i 90km all’ora, (velocità ben più elevate dell’omologazione)  diventando delle vere e proprie armi vaganti che sfuggono con estrema facilità  ai controlli delle forze dell’ordine che non dispongono di mezzi che possano verificarne l’effettiva potenza.

Qualcosa si sta muovendo. La Commissione UE comincia a trattare il problema cercando soluzioni e dispositivi di sicurezza. Anche se la soluzione ideale sarebbe quella di innalzare l’età minima per guidare questi mezzi ad almeno 16 anni oltre ai corsi  di formazione con apposito patentino ed esame prativo, poiché è inconcepibile che ragazzi poco più che quattordicenni siano abilitati a guidare sulla strada solo per aver superato dei test scritti.

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