Cuore-come un tamburo nella notte

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show_corradino769In questi giorni al Teatro Piccinni di Bari è andato in scena un classico della letteratura italiana per ragazzi e non solo…Cuore di Edmondo De Amicis.

Ovviamente una versione rivisitata che prende solo spunto dal libro che tutti conosciamo.

Un lavoro di Reggimento Carri per la  drammaturgia e regia di Roberto Corradino, interpretato da attori giovani, praticamente quasi tutti ragazzi.

Cuore – come un tamburo nella notte ha ripercorso la nostra vita con un excursus da Edmondo De Amicis fino ai giorni nostri, estrapolando alcuni momenti salienti del libro e ricollocandoli nel modo di essere e di vivere dei giorni nostri.

Musica, recitazione, danza, luci e suoni, un mix di effetti per questo teatro sperimentale che ha lasciato la platea un po’ perplessa anche se gli applausi non sono mancati.

I messaggi lanciati dallo spettacolo sono stati molteplici ma non sempre facili da cogliere. Tra le impressioni colte a caldo alla fine dello spettacolo ci sono stati pareri diversi, ad alcuni non è piaciuto, per altri era un po’ criptico.

In realtà altro non è stata che una denuncia, un “volerci sbattere in faccia” quella che è la nostra epoca, il nostro relazionarci alla famiglia, al lavoro, agli amici, ossia quello che Cuore era nell’idea di De Amicis ma che, riletta 150 anni dopo l’Unità d’Italia, lascia un senso di amarezza e tanti interrogativi.

Spettacolo criptico o criptici noi???
“Questo spettacolo è particolarmente dedicato a noi, al nostro tempo, alla nostra vita, ai luoghi dove viviamo e respiriamo ogni giorno, alla nostra persona, alle persone che incontriamo ogni giorno, alla nostra famiglia, al nostro modo di stare insieme, ragazzi. Cittadini, persone,  famiglie, scuola, lavoro, disagio … sembrerebbe un documentario o un telegiornale. Appunto o più o meno. Fai un respiro. Guarda a sud, a nord, a est, a ovest. Riprendi il tuo centro. Facciamo il punto. Questo è il paese che amo. Questo è il paese che non amo. Questo è il paese del sole. Questo è il paese del mare. Siamo eroi, poeti, santi, naviganti, emigranti, precari, clandestini,  … si ma il cuore, il punto, il centro dov’è?  Un lavoro su un classico della nostra letteratura, per raccontare attraverso voci diverse l’infanzia del nostro paese, la sua adolescenza di ieri e di oggi, per cercare di descrivere oggi la sua maturità zoppa, per capire perché oggi l’Italia è un paese per vecchi.”

Roberto Corradino

Teatro Pubblico Pugliese

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