Ristretti in cella e ristretti nel proprio corpo

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ristrettiIn pochi giorni abbiamo avuto il piacere e l’onore di vivere momenti intensi e commoventi che proverò a raccontarvi.

Durante il nostro periodo di volontariato nel carcere di Augusta abbiamo stretto amicizia con una persona, detenuta là per una breve condanna che si sta rivelando assolutamente ingiusta, quindi da innocente; questa persona è tornata completamente libera la scorsa estate e ci ha invitato a trascorrere un po’ di tempo con lui e la sua famiglia nella sua casa. Abbiamo accettato questo invito e sono stati due giorni emozionanti: provate a immaginare cosa voglia dire rivedere e riabbracciare una persona con cui abbiamo interagito all’interno di un penitenziario e che finalmente può nuovamente godere dell’affetto della famiglia, di un lavoro dignitoso e della libertà intesa nel senso più ampio.

Il giorno dopo abbiamo voluto incontrare e conoscere, in una città vicina, la moglie di una persona, detenuta da 18 anni e condannata all’ergastolo, e per di più ostativo, a cui io e mio marito scriviamo ormai da mesi. E’ stato un momento che rimarrà scolpito nei nostri cuori, ci ha fatto vedere le foto del loro matrimonio, quelle scattate nel carcere di Spoleto, dov’era prima, quando è andata a trovarlo con i figli, ci ha parlato della sua rassegnazione, delle difficoltà quotidiane di una vita senza il suo compagno che ancora ama e da cui è riamata (ce lo scrive lui nelle sue lettere), della speranza che accada qualcosa che faccia emergere l’assoluta innocenza di suo marito e del desiderio che si possa far pubblicare i libri da lui scritti.

Dopo questi due incontri di persone che sono state, o sono ancora, ristrette in cella abbiamo avuto il piacere di conoscere due persone che, invece, sono state, o sono ancora, ristrette nel loro corpo e che sono nostre graditissime ospiti.

La prima è una donna biologica che ha terminato il suo percorso di transizione e che vive quindi una vita da donna, finalmente, come si sentiva da sempre di essere; l’altra è invece una giovane MtF che è all’inizio del suo percorso ma che ha già vissuto, nonostante la sua giovane età, tanti e drammatici momenti di disagio per la sua D.I.G, la sua disforia, e che sta vedendo un po’ di luce anche grazie all’amicizia con questa donna che, invece, ha concluso tutto l’iter. Averle ospiti e ascoltare i loro discorsi, vivere con loro la quotidianità di questi giorni alla luce del sole, affrontare a testa alta gli incontri che possono capitare per strada consapevoli e fiere della loro femminilità è un momento di profonda crescita per noi, di intenso arricchimento, di grande apertura, di caloroso ascolto: grazie a Valentina e a Laura.

1 commento

  1. scusate, nella velocità di digitazione ho scritto una tag errata MtF non mTf

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