Print Friendly, PDF & Email

un uomo qualunque

Marina non è il il nome di una donna, Marina è un paese anzi, era un paese che non esiste più perché “sacrificato al dio del presente, della velocità, del cambiamento, del PROGRESSO”.

Marina di Melilli, piccola città sulla costa tra Siracusa e Augusta, è la protagonista del monologo “Un uomo qualunque”, liberamente tratto dal libro “Il nome di Marina” di Roselina Salemi, vincitore del premio Vittorini 2006, che è stato portato nuovamente sul palcoscenico, dopo il debutto dello scorso giugno, da Francesco Di Lorenzo accompagnato dal violinista Daniele Rametta, che ha eseguito dal vivo musiche composte da Joe Schittino, le scenografie di Stefania Garro e la regia di Erika Barresi.

Una location magica, fuori dal tempo, com’è la storia narrata che è ancora attualissima, la chiesetta di San Nicolò ai Cordari all’ingresso del parco archeologico di Siracusa, un attore formidabile, poliedrico che sa emozionare e tenere avvinti, con la sua arte attoriale, per tutta la durata del monologo in cui delinea sapientemente il ritratto di quest’uomo, un uomo qualunque appunto, che si “rifiuta di morire per consegnare alla memoria collettiva il ricordo dei nomi e dei luoghi, case orti e giardini, le dune e il mare, la chiesa abbattuta…” ma che alla fine verrà ucciso e in modo brutale perché scomodo, perché “racconta i bambini malformati e la distruzione del paese…”, quest’uomo “si consegna a chi può far vivere la sua storia…non chiede di vendetta nè di perdono…chiede di essere ascoltato…” e Francesco Di Lorenzo, autore della riduzione insieme a Erika Barresi e alla stessa Salemi, riesce a entrare nei cuori di chi lo ascolta e a lasciare una traccia.

Lo spettacolo sarà in scena fino a domenica 23 gennaio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*