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molière by bulgakovQuando si vuole fare teatro con la T maiuscola non c’è bisogno di spazi faraonici o di scenografie tecnologiche, può bastare un piccolo palcoscenico e alcuni piccoli accorgimenti scenografici per affascinarti, ammaliarti, regalarti la magia del TEATRO: è quanto è successo ieri nella minuscola e deliziosa Sala Magma in via Adua a Catania con “Molière” di Michail Bulgakov con l’accorta e affettuosa regia di Marco Longo coadiuvato da Emanuela Gutkowski, le scene e gli straordinari costumi creati da Alessandra Costarella, dallo stesso regista e da tutta la compagnia, le luci e la fonica di Rosa Sepielli che ha utilizzato brani ad hoc di Lulli e di Charpentier.
Dalle note di regia :“Lo scontro tra il potere assolutistico-dittatoriale e la libertà dell’artista, tra le delazioni più o meno infondate e il diritto a esprimersi senza censure hanno costellato la vita del grande drammaturgo e attore francese Jean-Baptiste Poquelin, in arte Molière, e dell’altrettanto grande scrittore russo Michail Bulgakov le cui vite, tra onori e difficoltà, sono diventate due fulgidi esempi di integrità intellettuale e umana. Nella storia di Molière (si raccontano infatti gli ultimi dieci anni di vita dell’attore) si rispecchia la parabola della creazione artistica: la gloria del successo, gli amori contrastati, il rapporto con il potere e con le sovvenzioni di stato, la disgrazia finale a causa delle maldicenze, la negazione della riabilitazione. E Bulgakov vide, giustamente, in Molière un proprio fratello di sventura: ecco perché prima scrisse un romanzo “La Vita del Signor di Molière” e poi “La Cabala dei bigotti” opera teatrale che fu subito censurata e vietata da Stalin..”

Il protagonista Molière è impersonato da un formidabile Salvo Disca che riesce a regalarci tutte le sfaccettature umane di questo grande drammaturgo, accanto a lui un cast davvero all’altezza in cui alcune delle attrici interpretano più di un ruolo, anche maschile, una sorta di rovesciamento di quando alle donne non era permesso salire sul palcoscenico e i ruoli femminili erano interpretati dagli attori. Brave davvero Alessandra Barbagallo nel ruolo di Madeleine e Marzia Longo in quello di Armande, le due donne amate da Molière, e brave anche Chiara Seminara nel ruolo maschile di La Grange e Giorgia Boscarino in quello dell’arcivescovo Charron. Ma un bravo va anche al re Luigi XIV interpretato da Giuseppe Balsamo e a Simona Agabiti in quello del servo Bouton, a Simona Abramo nella parte di Zacharia, a Elisa Buscemi che è Mariette, a Federica Cavallaro la levatrice e ad Alessandra Costarella la regina.

Ottimi gli accorgimenti scenografici per creare delle quinte mobili sul palcoscenico e l’utilizzo dello spazio tra le due file del pubblico per far entrare il re, insomma uno spettacolo da far vedere agli studenti delle scuole superiori, da scegliere di applaudire in questa stagione teatrale così affollata anche di spettacoli non all’altezza.

“Molière” sarà replicato oggi 23 gennaio alle 18 e poi nel prossimo finesettimana venerdì 28 alle 21, sabato 29 doppio spettacolo come ieri alle 18 e alle 21 e domenica 30 alle 18.

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