Egitto: il giorno della rabbia

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Due civili e un agente di polizia sono morti in un’ ondata di grandi manifestazioni anti-governative scoppiate  un po’ in tutto  l’Egitto  con la richiesta esplicita delle dimissioni  di Mubarak, al potere da oltre 30 anni.

Il giorno era quello della festa della polizia che è il puntello più importante del regime ma è divenuto “il giorno della rabbia”. La folla in rivolta si è scontrata con la polizia che ha risposto con gas lacrimogeni, idranti e proiettili di gomma per disperdere i manifestanti.

Si tratta delle manifestazioni più imponenti degli ultimi anni in un paese nel quale le manifestazioni sono rapidamente ed energicamente disperse a meno che non siano autorizzate dalle autorità. Il governo ha accusato i “Fratelli Mussulmani” di essere dietro le manifestazioni ma questi hanno respinto l’accusa e in effetti testimoni indipendenti dicono  che non appare nessuna mobilitazione da parte loro e che anche essi sono sorpresi dalle  manifestazioni: I “Fratelli Mussulmani” (Ikhwān al-muslimīn) sono una organizzazione a carattere integralista islamica, la più antica e importante del mondo arabo e,  benché ufficialmente non riconosciuta,  tuttavia ricopre in realtà il ruolo di maggiore forza di opposizione. In effetti  i motivi della rivolta sono lontani dagli ideali di purezza islamica dei Fratelli Mussulmani e sono invece del tutto analoghi a quelle della rivolta tunisina: impennata dei prezzi alimentari, povertà, disoccupazione, corruzione del governo e autoritarismo del  regime. Circa 40 milioni di egiziani sopravvivono  con appena 2 dollari al giorno. L’impennata dei prezzi alimentari nel 2008 ha fatto poi precipitare la situazione.

Un portavoce dei manifestanti  Mamdouh Khayrat di 23 anni cosi ha sintetizzato ad al Jazeera le richieste: ”Vogliamo un governo funzionante, vogliamo che Mubarak si dimetta, non vogliamo la legge di emergenza, non vogliamo vivere in questo tipo di oppressione. È troppo, è troppo, le cose devono cambiare, e se la Tunisia può farlo, perché non possiamo farlo anche noi? La gente è stufa di Mubarak e della sua dittatura, delle sue camere di tortura, della sua fallimentare politica economica. Mubarak se non sarà  rovesciato domani poi lo sarà un altro  giorno”.

Le manifestazioni sono  state promossi da gruppi online di giovani egiziani frustrati dal tipo di povertà e di oppressione che hanno innescato il rovesciamento del presidente della Tunisia. Più di 80.000 persone hanno firmato un gruppo su Facebook dicendo che avrebbero partecipato alle proteste.

Il contagio dalla Tunisia continua e espandersi; non è possibile al momento prevedere  se le oligarchie al potere riusciranno poi a controllarle in qualche modo oppure se esse sono veramente l’inizio della fine di quei regimi: pesa comunque negativamente il fatto che le manifestazioni denunciano una situazione drammatica ma non sembrano proporre poi delle soluzioni.

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Foto da al Jazeera: manifestanti in Egitto

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