A Bari nasce il BAC: Bari Arte Contemporanea

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BARI TEATRO MARGHERITA

Inaugurato nel 1910, ancora oggi il Teatro Margherita è parte integrante e imprescindibile del tessuto urbano della città, pur essendo costruito sull’acqua. Nella sua singolarità di impianto ed emblema dello Stile Liberty barese, fu un luogo di intrattenimento in cui venivano rappresentati spettacoli di varietà. Successivamente ospitò il museo storico; poi, fino al 1979 fu adibito a cinema. A questa data seguì un lungo processo di declino e decadimento durato trent’anni coronato da un lavoro di restauro che ha interessato la facciata e il consolidamento statico della struttura.

In un interno invece intriso dal senso di “non finito”, in un nostalgico splendore ormai perduto ha avuto inizio il dialogo fra lo scheletrico involucro e l’arte contemporanea. Antesignana di tale dialettica è stata la manifestazione legata al Premio Lum per l’arte contemporanea, ma senza dubbio, a dare un significato del tutto singolare agli spazi del foyer e della platea del Teatro, è stato Jannis Kounellis con le sue gigantesche installazioni, strumento del linguaggio espressivo legato alla corrente dell’Arte Povera. E’ stata dunque questa una prova importante per la città di Bari che ha iniziato ad assaporare un gusto nuovo in fatto artistico, di fatto lontano secoli da quel medioevo a noi tanto famigliare, ma in realtà in continuità con esso nel perpetuo rapporto col Mare Nostrum; non bisogna infatti dimenticare le origini greche del Maestro di fama internazionale. Risale tuttavia al quattro dicembre l’inaugurazione dell’ultima grande manifestazione artistica che ha riguardato il Margherita: “Trailer Park” una mostra temporanea con opere di oltre venti artisti internazionali quali Jimmy Durham, Rodney Graham e Manfred Pernice, nonché di artisti italiani di rilievo come Lorenzo Scotto di Luzio e Giulia Piscitelli provenienti dalla collezione della Fondazione Morra Greco e selezionate dal critico Jörg Heiser, eminente coeditore della rivista londinese “Freize”.

Alla lettera il Trailer Park è il campeggio per roulotte e case mobili, una sorta di immagine di precarietà e povertà; il “trailer” è anche l’anticipazione di un film che sta per uscire sul grande schermo e per “park” inevitabile è l’associazione al Luna Park; un rimando quindi al ruolo del Margherita quale tempio del tempo libero e dello svago. Intento degli artisti è quello di comunicare un senso dell’arte scevro da una finalità eternatrice; si coglie piuttosto un senso di precarietà, di ironia e umorismo quasi dissacrante. Ci si ritrova così davanti ad opere quali “Petrified Forest” di Durham, una sorta di Pompei cementificata dei nostri tempi; oppure davanti a “Bottled” della Pieroth, un bollito di libri nel quale ancora una volta forte è il concetto di tempo legato all’arte.

Trait d’union fra l’antico ruolo cinematografico del Margherita e la sua nuova essenza di contenitore d’arte è rappresentato dalla proiezione sul vecchio schermo del teatro della pellicola del 1955 “Il Mostro dei Mari”, una traslazione delle ansie dell’uomo contemporaneo o semplice ricordo di una serata del passato trascorsa al cinema.

È questo il lungo percorso del Margherita verso l’arte contemporanea, verso il BAC “Bari Arte Contemporanea”, progetto affidato al londinese David Chipperfield che accoglierà secondo gli intenti una succursale della Fondazione Morra Greco qui nella nostra città.

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