Guerra

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guerra_civile_spagnolaOvunque si parli del caso “Ruby”, c’è sempre un pidiellino (o pidiellina, non fa differenza) pronto a difendere, a qualunque costo, l’indifendibile. Berlusconi non si tocca, sembra essere il loro credo.

E tra santanchè che se ne vanno e “sono cose private”, si va avanti in questo modo da un po’ di giorni.

Ieri, però, il livello dello scontro si è alzato.

Il Giornale (di famiglia) ha fatto un titolo contro la Boccassini su una sua storia d’amore di trent’anni fa. È il metodo Mesiano, il giudice colpevole di indossare calzini turchese, che torna.

I parlamentari del PdL della giunta per le autorizzazioni della Camera hanno annunciato che voteranno perché sia il Tribunale dei Ministri ad occuparsi del caso perché, udite udite, Berlusconi avrebbe perorato il rilascio di Ruby per evitare un imbarazzo all’Italia (visto che si trattava della nipote di Mubarak).

Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, è poi intervenuto al Senato per dire che i documenti arrivati dall’isola di Santa Lucia provano che il proprietario della famosa casa di Montecarlo è il cognato di Fini. L’obiettivo sono le dimissioni di Fini. Della serie “chi si mette contro il capo deve in un modo o nell’altro pagare”.

Infine, ieri sera, il direttore generale della Rai, Mauro Masi, ha chiamato il diretta Annozero (tentativo di imitazione/emulazione del capo?) per dire che quella trasmissione stava violando le regole. Di fronte al muso duro di Santoro (bravo!), si è rifugiato in un più rassicurante “Dissocio me stesso e l’azienda da un tipo di trasmissione che potrebbe violare il codice di autoregolamentazione”. Potrebbe…

Per il momento, però, quello accaduto ieri, potrebbe solo essere l’inizio di una guerra senza quartiere. Una guerra che può portarci su un terreno scivoloso, molto scivoloso. Pericoloso.

Speriamo ci si limiti alle schermaglie verbali.

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