Il suicida che ha sconvolto il Medio Oriente

Print Friendly, PDF & Email

20101229131010360472_20

Mohamed Bouazizi era  un giovane ambulante tunisino di 23 anni,  uno dei tanti che  tira alla men peggio la vita  ma il suo suicidio ha dato spunto a una rivoluzione che ha rovesciato il governo tunisino e ora scuote alle fondamenta  tutto il mondo politico arabo.

Ma chi era effettivamente e perché si è suicidato?

Mohamed Bouazizi aveva 10 anni quando divenne il sostegno  principale della sua famiglia vendendo frutta e verdure al mercato rionale. Il padre morì quando lui aveva tre anni, sua madre si risposò ma il suo secondo marito soffriva di cattiva salute e non riusciva a trovare un lavoro mentre suo fratello maggiore viveva  lontano dalla famiglia, a Sfax.

Mohamed Bouazizi frequentò il liceo fino conseguire la maturità ma non ha mai frequentato l’università, (contrariamente a quanto molti organi di informazione hanno riportato).
All’età di 19 anni, Mohamed terminò  i suoi studi per lavorare a tempo pieno per mantenere i suoi cinque fratelli più piccoli.
Chiese di entrare nell’esercito, ma fu rifiutato, così come in tanti altri lavori successivamente. Con la famiglia a suo carico, c’erano poche opzioni se non continuare ad andare al mercato.
In ogni caso la vita  di  Bouazizi è stata onesta e laboriosa. Ogni giorno prendeva il suo carretto di legno al mercato all’ingrosso carico di frutta e verdura. che tirava a mano per più di due chilometri fino al souk locale.
Ma in un paese in cui i funzionari si preoccupano molto poco dei diritti dei cittadini, non c’era nulla di straordinario nell’  umiliare un giovane ambulante.
L’abuso ha preso diverse forme. Per lo più, era il tipo di piccola tirannia burocratica che molti nella regione sconoscono  fin troppo bene. La polizia confiscava di continuo, con vari pretesti, le sue bilance e i suoi prodotti. Sei mesi prima del suicidio, la polizia gli inviò una multa di 400 dinari (280 dollari) a casa, l’equivalente di due mesi di guadagni.
Le molestie divennero infine insopportabili  per il giovane. Il mattino del 17 dicembre. una poliziotta tornò a sequestrare la sua bilancia  ma Bouazizi si rifiuto di consegnarla. Ma fu picchiato e buttato e immobilizzato a terra e i poliziotti portarono via i suoi prodotti e il carretto.
Pubblicamente umiliato, Bouazizi ha cercato di fare ricorso. Andò al palazzo municipale locale e ha chiesto un incontro con un funzionario ma gli fu riposto che l’ufficiale era in riunione. la solita menzogna di ogni volta.
Allora il giovane, al culmine della disperazione, prende carburante e vernice, ritorna su quella strada all’esterno dell’edificio e si da fuoco.
Secondo  la madre di Mohamed, il suicidio di suo figlio è stato motivato non da povertà, ma dalla umiliazione per i torti subiti.
Scoppia una rivolta spontanea perche Mohamed era un uomo molto conosciuto e popolare che dava pure e frutta e verdura gratuitamente ai piu poveri.

Là scoppia la rivolta spontanea, immediata inarrestabile come un fiumo in piena:  Da Sidi Bouzid si diffonde  a Kasserine, Thala, Menzel Bouzaiene.a Tunisi Tunisini di ogni classe di età, professione e condizioni si unirono alla rivoluzione.
Due settimane dopo Ben Ali ricevette la famiglia, visitò l’ammalato, promise che lo  avrebbe fatto curare in  Europa ma ormai era troppo tardi sia per salvare il giovane che la sua presidenza.

La foto ufficiale del presidente che guarda il  giovane bendato ha avuto un effetto ben diverso da quello sperato da Ben Al.i

Ora il corpo dell’uomo che ha iniziato una rivoluzione, giace in una tomba semplice fuori Sidi Bouzid, circondata da ulivi, piante grasse e mandorli in fiore.

————————–

Foto  ufficiale di Ben Ali che visita il giovane in ospedale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*