Prospettive del dopo Mubarak

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domino680

Comunque evolvano gli avvenimenti in Egitto possiamo dire che il potere di Mubarak oramai è al tramonto. In ogni caso già si sapeva che, per ragioni di età, non si sarebbe  piu presentato alle elezioni del prossimo settembre. Il suo progetto era di passare il potere al figlio Gamal ma la cosa era già difficile per la mancanza di requisiti minimi anche nell’ambito della cerchia di potere ed è diventata, dopo gli attuali avvenimenti del tutto impraticabile. Allora Mubarak ha nominato Suleiman come  vice presidente  carica sconosciuta in Egitto e che potrebbe assumere automatica e legalmente il potere se egli stesso  si i dimettesse. Ma Suleiman è il capo dei servizi segreti, implacabile nemico e persecutori di tutti gli oppositori e soprattutto dei Fratelli Mussulmani  e difficilmente sarebbe accettato dalle folle in rivolta.

Si pone quindi il problema del  dopo Mubarak: quando questi si ritirerà chi  sarà grado di prenderne il posto? Le folle dei rivoltosi  sono enormi ma non hanno programmi politici ed economici definiti, non vi sono partiti moderni, sindacati operai , le cosi dette “societa civilie”in grado di guidare  il movimento. Vi sono invece solo  due grandi organizzazioni : l’esercito e   i Fratelli Mussulmani L’esercito ha da sempre guidato l’Egitto come nella maggior parte dei paesi ex coloniali per il semplice fatto che è l’unica forza ad essere effettivamente organizzata L’esercito sta giocando un ruolo non chiaro: è sceso in campo, ha fermato la repressione, sostituita la polizia che si è ritirata ma non ha  aderito alla rivolta limitandosi a sforzandosi di riportare l’ordine senza repressione. Se riuscirà a  rescindere il legame che ha  sempre avuto con Mubarak (egli stesso un militare) e mantenere così il potere, l’Egitto conserverà presumibilmente la sua politica laica e di collaborazione con l’Occidente: cercherà una  strade per lo sviluppo economico magari ispirandosi ai modelli indiani e cinesi.

L’altra forza che potrebbe invece assumere il controllo dell’Egitto sono i Fratelli Mussulmani.

La rivolta non ha avuto radici  islamiste, guarda anzi ai modelli occidentali:  non si sono visti cartelli contro gli americani e nemmeno contro Israele come, in genere, avveniva in tutte le manifestazioni anti governative nei paesi arabi.  Tuttavia i Fratelli Mussulmani hanno poi aderito e sono scesi anche essi in piazza: I Fratelli Mussulmani hanno una organizzazione capillare, temprata in decenni di persecuzioni e possono contare sull’appoggio della rete infinita delle moschee e degli iman: possono presentarsi come i veri nemici del passato regime, Potrebbero assumere essi il potere come avvenne 30 anni fa in Iran  nella quale  Khomeini riuscì a impadronirsi completamente di una rivoluzione che non era solo islamista.

In questo caso gli equilibri del Medio Oriente potrebbero saltare tutti: HAMAS si considera una diramazione degli stessi Fratelli Mussulmani e quindi si potrebbero riaccendere bagliori di guerra in una Questione Palestinese sempre piu grave nella quale l’intransigenza  isreliana ha impedito ogni prospettiva di composizione Ma è solo un esempio di un rivolgimento molto piu vasto perche l’Egitto è sempre stato e è tuttora il apaese arabo piu importante.

Gli osservatori tuttavia non credono in una prospettiva islamista: ricorderemmo  che anche nel caso dell’Iran tutti gli ossevatori, soprattutto quelli di sinistra  , salutarono nella rivoluzione e nello stesso Khomeini una manifestazione della  democrazia e della modernità prima di constatare il ritorno a un medioevo che si credeva superato per sempre.

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Foto da al Jazeera: l’effetto domino

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