L’anno del coniglio

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Oggi, 3 febbraio inizia l’”anno del coniglio” secondo il calendario tradizionale cinese: è quindi il Capodanno (Nónglì xīnnián) e viene celebrato con la “Festa della primavera” (Chūnjié) che  dura 15 giorni e termina con la “festa delle lanterne” (yuánxiāojié).

Si tratta di un periodo festivo paragonabile alle nostre feste natalizie: cadeva nel periodo i cui i lavori campestri avevano una stasi: finito il periodo delle semine si aspettava quello dei raccolti con la primavera (da cui il nome).

Come il nostro Natale, è una festa della famiglia e degli affetti familiari: ci si riunisce e si scambiano regali: diviene quindi soprattutto la festa di bambini che si aspettano i regali e che rappresentano la continuità, il futuro delle  famiglie.

La Festa di Primavera è anche un’occasione importante per i lavoratori migranti per  riunirsi con  la famiglia dopo aver lavorato per un anno intero  nella ricche  province costiere o anche all’estero: per questo i mezzi di trasporto  sono messi a dura prova.
Si preparano cibi particolari, gnocchi al nord e torte di riso nel sud, la casa viene addobbata con festoni di colore rosso che in Cina è quello della fortuna. Come culmine della festa ci sono i fuochi artificiali, arte in cui i cinesi sono maestri da sempre.

La festività è molto sentita e non riguarda solo la  Cina  ma tutto l’Oriente e attraverso le comunità sparse dappertutto  si celebra  in  tutto il mondo: anche in Italia quest’anno si sono organizzate manifestazioni dovunque a cui partecipano anche gli Italiani.

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