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ben hur

Una storia di ordinaria periferia, recita il sottotitolo di     questa storia scritta da Gianni Clementi e sul palcoscenico del teatro Brancati di Catania; e infatti la vicenda si svolge in un sobborgo romano non meglio identificato in cui vivono due fratelli non più giovani che per “tirare a campà” si sono dovuti inventare due mestieri umilianti e poco redditizi: Sergio, ex stuntman a Cinecittà, fa il centurione al Colosseo con poco successo e Maria guadagna qualcosa facendo una chat erotica da casa mentre sbriga le faccende quotidiane.

Due “poveri diavoli”, dunque, la cui vita cambia totalmente con l’arrivo imprevisto, nella loro casa, di Milàn, un ingegnere bielorusso in cerca di fortuna in Italia e con tanta voglia di lavorare, che stravolgerà il loro tran tran quotidiano e che porterà la vicenda a un finale imprevisto.

E’ una storia di immigrazione e razzismo affrontata, però, in modo nuovo e brillante, con una grande semplicità e delicatezza di toni, che suscita nel pubblico un’ininterrotta ilarità ma anche momenti di riflessione partecipe e commossa.

Assolutamente straordinari tutti e tre i protagonisti, Nicola Pistoia, che è anche il regista, nel ruolo di Sergio anzi, alla romana, Sé, Paolo Triestino in quello di Milàn ed Elisabetta De Vito in quello di Maria; riescono a mantenere desta l’attenzione, senza mai un calo di tensione, e a provocare  le risate per le quasi due ore di spettacolo in una sorta di tour de force, anche fisico, davvero da standing ovation. Vogliamo regalare una lode in più, e non ce ne vogliamo Nicola ed Elisabetta, a Paolo per la commozione che ci ha regalato con il suo “momento” alla chitarra in cui ha cantato e suonato con delicatezza e bravura.

Insomma uno spettacolo da non perdere anche per la finalità umanitaria dello stesso di cui ha parlato Paolo Triestino alla fine dei saluti e dei calorosissimi e ripetuti applausi del numeroso pubblico presente: sostenere un’associazione che aiuta i malati terminali di tumore.

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