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il guardiano del fuoco

Il guardiano del fuoco è Turiddu, un “orbu” che, rimasto cieco molto giovane, non sapendo cosa fare per vivere impara a suonare e a cantare… e così Turiddu “canta e cunta…”, racconta la vita dell’uomo nelle sue fasi fondamentali, dalla nascita alla morte, attraverso i canti del popolo siciliano.  Turiddu, come guardiano del fuoco, ha una missione molto importante, un compito: alimentare e difendere con tutte le sue forze, anche a costo della sua vita, la “fiammella”, anche se debole e tremolante, in questa società globalizzata, distratta e superficiale.

Tutto questo incipit per parlarvi di un CD assolutamente straordinario (per chi ama, naturalmente, la terra di Sicilia, la sua lingua e le sue tradizioni) che si intitola appunto “Il guardiano del fuoco – l’orbu chi canta canzuni d’amuri”, tratto dallo spettacolo teatrale dallo stesso titolo, scritto e diretto da Salvatore Nocera che in questo CD è la voce solista di tutti e 24 brani sia recitati che cantati; gli arrangiamenti e la direzione musicale sono di Aldo Giordano coadiuvato dai musicisti: Alessandro Vassallo al violino, Paolo Intorre al contrabbasso, Davide Campisi alle percussioni e lo stesso Giordano al pianoforte e alla fisarmonica.

Come detto poco sopra si inizia dalla maternità e dalla nascita con un primo brano di Buttitta intitolato “Sillabario d’amuri”, al ritmo di tango con violino e fisarmonica, per continuare con “Ma figghiu…” e una struggente “Ninna nanna” rielaborata dalla tradizione del trapanese. Si prosegue con brani allegri come “Canto di carnevale” dove predomina il suono delle nacchere e del violino e  il divertente “Trinà trinà trinà”, una specie di scioglilingua dedicato alle donne.

Iniziano ora i brani dedicati all’amore di Turiddu per la sua donna con un delicatissima dichiarazione al suono del marranzano “’Na duminica matinu…” seguita da “Siti chiù bianca assai…”, per voce sola, molto lenta; e da due celeberrimi brani di Martoglio “A la bedda di li beddi” con un’introduzione di violino e poi solo recitato, e “Tidda”, anche qui con sottofondo di violino, tra di loro un allegro “Fermati pedi miu…”, molto ritmato con suono di nacchere e fisarmonica.

Il tredicesimo brano è la celebre “E vui durmiti ancora” di Formisano e Calì, per voce sola, sempre emozionante e commovente.

E iniziano i quattro brani dedicati al fidanzamento e al matrimonio di Turiddu con la sua amata con un delizioso “Il banchetto di nozze”, brano 16, in cui vengono elencati decine di piatti tipici in una sorta di filastrocca e si arriva al brano 21, “Il temporale”, in cui ha luogo la tragedia che cambierà la vita di Turiddu e lo porterà a diventare “Il guardiano del fuoco”, il bellissimo brano 22, con musiche originali di Aldo Giordano e parole di Salvatore Nocera. Ultimo brano, tradizionale bandistico, del CD è “Lodi a Cristo” che comincia con la musica del violino inizialmente lenta e triste e che poi accelera con un ritmo da marcia.

Un CD da ascoltare e riascoltare dedicato soprattutto a chi comprende la straordinaria bellezza della lingua siciliana che, per il momento, si può avere mandando una mail a info@rec-studio.it

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