Miseria o nobiltà o miseria della nobiltà?

Print Friendly, PDF & Email

Eppure l’abbiamo vista milioni di volte e tutte le volte la mimica meravigliosa di Totò ci ritorna in mente repentina come un ricordo caro del nostro passato quasi come un parente mai dimenticato, con in mano gli spaghetti fumanti e la voracità della miseria stampata sul suo volto.

La versione di Tino Pasqualino, regista, nella circostanza, e direttore artistico della compagnia “Sicilia teatro”, di “Miseria e Nobiltà” di E. Scarpetta è particolare, un misto tra grottesco e farsa, tra antico e moderno: un insieme di generi che si intrecciano dando vita ad una nuova commedia.

Belli i costumi a cura della rinomata sartoria Beneventano che colorano, soprattutto il Nobile secondo atto; mobilia e personaggi formando un quadro dalle tinte forti (e dai gesti, alcune volte, un po’ azzardate).

Le scene sono affidate a Giuliana Coco, il trucco all’attenta Rosaria Lattuga, i lavori di sartoria a Giovanna Platania, fonia di Mariaelena Trovato, la direzione di scena a Bruno Musumeci.

Un arlecchino precede la sfilata degli attori in scena a palcoscenico chiuso; essi recano in volto delle maschere che richiamano il carnevale di Venezia ed ognuno di loro sciorina la propria frase d’introduzione.

Un poetico padrone di casa “ridanciano” ma generoso e credulone, Don Giacomo interpretato dall’attore Mimmo Salvo, provoca in un pubblico numerosissimo “grasse” risate di comprensione, quasi d’incoraggiamento. Evidentemente la mimica espressiva dell’attore Turi Killer, Pasquale sulla scena, provoca in lui un blocco sia mnemonico, sia emotivo. Ciò ci è sembrato forviante per gli altri attori in scena.

La brava ed adeguata attrice Rita Biondo sostituisce “in extremis” la collega Fiorella Tomaselli nel ruolo di Lucia, compagna di Nicolino, l’attore Gaetano Di Benedetto.

Molto curata la scena della tavola imbandita dagli eleganti camerieri Daniele Ossino e Nicola Cannavò, ben guidati dalla eloquente gestualità del capo cameriere Gino Santagati.

Nel ruolo del Marchesino troviamo Tony Pasqua, giovanissimo figlio di Tino Pasqualino che si è mosso sul palcoscenico con la baldanza entusiasta di una promessa ancora in erba.

La fidanzata Elena reca la leggiadria e la beltà dell’attrice Luana Piazza mentre, nel ruolo del padre, il Cavaliere ex cuoco arricchito Pignata troviamo Saro Mazzullo, impacciato, vuoi per la mole, vuoi per il ruolo, in una parte che spesso diventava “eccessiva” in alcuni gesti che oseremo definire “coloriti”.

In suo aiuto, soprattutto culturale, corre (si fa per dire data la lentezza della caratterizzazione del personaggio) il fedele Matteo, cameriere raffinato interpretato dall’attore Antonio Sturiale.

La cameriera Maria, nonché vera moglie di Nicolino, è Gina Giannino mentre l’ubbidiente moglie di Pasquale, Carmela, è la garbata attrice Anna Maria Nicotra.

Tanto divertimento ma anche tante amare riflessioni dove, al fine, è sempre l’amore che trionfa.

miseria 2

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*