Cagnolini

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cicchitto

Ieri sera un’amica si chiedeva, e mi chiedeva, come fosse possibile che Silvio Berlusconi, dopo tutto quello si è detto e si è letto in queste settimane, avesse ancora così tanti estimatori e difensori.

La spiegazione, le ho risposto, è semplice: quelli che lo difendono appartengono a categorie che, negli anni di potere berlusconiano, hanno tanto guadagnato, sia in termini economici che di posizione e prestigio, e pertanto sentono come un dovere nei confronti di chi ha fatti uscire dall’anonimato mettendoli nella posizione in cui stanno adesso.

La passione con cui difendono il loro “capo”, pari a quella di cagnolini ammaestrati, è così evidente che a volte viene il dubbio si tratti di “difensori” convinti di quello che dicono, che credono ciecamente in quello che affermano.

Non è così, non può essere così perché si tratta di persone che, a differenza della gente comune, hanno mezzi e capacità critiche. Continuano a difenderlo, secondo me, soltanto perché, senza “capo” loro non esisterebbero, perché loro sono ministri, presidenti, direttori, perché c’è Berlusconi. Nel momento in cui Lui non ci sarà più, non ci saranno più nemmeno loro.

C’è un detto, qui, nell’Isola: “Ogni ficatiedu ri musca è sustanzia” [Anche il fegato di una mosca è sostanza, anche un piccolo aiuto è pur sempre un aiuto]. Per loro, ogni giorno di potere è un “ficatiedu ri musca”. Finché c’è da godere si godrà. Poi, quando la pacchia finirà, perché arriverà (finalmente) il momento in cui la pacchia finirà, si ritireranno a vita privata.

Ma non pensate che staranno male, perché quanto accumulato in questi anni permetterà loro di vivere un vita di agio.

Con la speranza che, prima o poi, si possa resuscitare. Cicchitto, ex socialista e tessera della loggia P2 n. 2232, docet.

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