La prima giornata del 39° congresso del Partito Radicale

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39° congresso del Partito RadicaleCiò che colpisce subito un qualunque non addetto ai lavori come la sottoscritta che si trova qui per la prima volta come “inviata sul campo” è la varietà delle nazioni da cui provengono i congressisti: sono rappresentati praticamente tutti e cinque i continenti attraverso la presenza di persone, appartenenti anche a etnie per i più sconosciute, che hanno subito, o subiscono, nei loro Paesi, repressioni, detenzioni, isolamenti e per le quali il Partito Radicale, che si definisce appunto transnazionale, si batte. Se si scorre la lista di questi invitati stranieri si trovano giornalisti, membri di parlamenti, di movimenti lgbt e antischiavismo, dell’UNPO e di Amnesty, tutti con un denominatore comune: la lotta per il ripristino della legalità nel proprio paese in modo non violento, elemento fondante del Partito Radicale. E naturalmente insieme a questi congressisti stranieri, alcuni dei quali indossano i loro colorati e particolari costumi nazionali, sono presenti al congresso volti più o meno noti della galassia radicale, da Marco Pannella a Emma Bonino, da Rita Bernardini a Mario Staderini, da Stanzani a Rovasio, da De Lucia e Turco, insieme a militanti e volontari accorsi da quasi tutta l’Italia. Nota di colore: l’intervento di Marco Pannella è stato preceduto dalla messa in onda della canzone che Vasco Rossi, radicale da molti anni senza troppi clamori o proclami come ha detto Emma Bonino, ha scritto per lui. Oggi seconda giornata che si preannuncia densa di interventi.

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