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pippo-pattavina2Ve lo confessiamo: siamo andati ad assistere a questo spettacolo con un misto di timore e curiosità, legittimo timore perché essendo una novità assoluta poteva esserci il rischio che fosse qualcosa che volesse stupire a tutti i costi, grande curiosità di vedere alla prova in questa sorta di one-man-show un attore di lunga esperienza come Pippo Pattavina.

E “Memorie di un suggeritore” scritto a quattro mani da Ezio Donato, che cura anche la regia, insieme allo stesso Pattavina che ha debuttato lo scorso 14 febbraio al teatro Verga di Catania dove rimarrà fino ai primi giorni di marzo, ha fugato il nostro timore e ha, invece, appagato la nostra curiosità regalandoci uno spettacolo di ottimo livello in cui per più di due ore Pattavina, che inizialmente fa la parte di un suggeritore teatrale che collabora con due attori, impersonati da Agostino Zumbo e Raffaella Bella, lentamente diventa l’Attore e ci regala brani celebri e meno celebri, dal Cyrano di Rostand all’Amleto di Shakespeare, da Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello a Gastone; delizioso il momento in ci si trasforma in una maitresse di casa chiusa dall’improbabile nome di Pomponia o anche, quello finale, del tipo in bicicletta in cui ha saputo coinvolgere un ignaro spettatore che ha “subito” le sue provocazioni divertenti.

A sottolineare i vari momenti cinque formidabili musicisti: Carlo Cattano al sassofono e flato, Giuseppe Finocchiaro al pianoforte Ruggero Rotolo alla batteria, Pippo Russo alla chitarra e Nello Toscano al contrabbasso. Pattavina si è divertito anche a prendere il posto di due di loro esibendosi sia in un brano al pianoforte cantando un testo di Sinatra che alla batteria improvvisando una jazz session.

Per il nostro personale parere Pattavina ha superato a pieni voti questa sua prova così impegnativa anche dal punto di vista fisico dimostrando una vitalità che, sinceramente, non ci aspettavamo.

3 commenti

  1. Temo che il nome fosse Pompilia e non Pomponia. Ottimo spettacolo comunque, una sorpresa; l’unica nota di biasimo, a mio avviso, sono stati i riferimenti politici un po’ troppo frequenti e licenziosi.

  2. Visto ieri.
    Eccezionale… sotto ogni punto di vista. Pattavina è un attore che riesce ad interpretare ruoli altamente drammatici e subito dopo diventare un cabarettista, ed in questo passaggio non perdere spontaneità e credibilità… altrochè Zalone, gente come questa dovrebbe calcare le scene ai giorni nostri, se proprio ci devono fare ridere, che almeno sia comicità intelligente

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