Protocollo Augusta/Priolo/Melilli (SR)

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Augusta-Priolo-MelilliDelle magnifiche Terre che costituivano il  triangolo Augusta/ Priolo/ Melilli oggi è rimasto ben poco.

La notorietà di questo lembo di terra è dovuta al fatto ch’essa ospita un agglomerato industriale fra i piu’ grandi del mondo, il 2° d’Europa, soprattutto nel comparto petrolchimico.

50 anni fa gli indigeni del luogo salutarono con enorme soddisfazione questi insediamenti, portatori di occupazione e di prospettive di vita migliori.

Lavori ben pagati, occupazione certa, possibilità concreta di elevarsi socialmente.

50 anni fa , in mancanza di coscienza ecologico/salutista, tutto questo fu tollerato, il Dio Benessere aveva poggiato le sue ali su questo territorio e gli abitanti, felici, come d’incanto, avevano visto elevarsi il loro tenore di vita.

Il feeling è durato 50 anni, solo oggi, attraverso la piena consapevolezza di che cosa vuol dire ospitare un agglomerato industriale di tal genere sul proprio territorio, finalmente, si è in grado di rivendicare le giuste opzioni per un territorio selvaggiamente devastato da anni e anni di mancanza di una seria politica industriale , una politica tesa a salvaguardare la salute dei cittadini e del territorio.

Questo tipo di politica costa e questi costi, in quanto tali, rappresentano un problema per le Industrie. Gli investimenti Ecologici non portano nessun ritorno economico ergo, nella nostra zona, cominciano ad esserci problemi seri di investimenti, il lavoro scarseggia, la manodopera locale, anche la più specializzata, vive lunghi, drammatici, momenti di totale inattività.

Tutto questo non può più essere permesso, non possiamo più permetterci di piangere, oltre ai nostri morti , ai nostri malati gravi , alla nostra terra martoriata, ai nostri paesaggi violentati e degradati, al nostro mare dequalificato al rango di cloaca maleodorante, anche il dramma di una disoccupazione subdola e strisciante.

Inchinarsi , anche in questo caso, al sempreverde e proficuo ( per i datori ) fenomeno della globalizzazione, vorrebbe dire ammainare per sempre le bandiere di una sana rivendicazione che possa, in un prossimo futuro, (almeno per i nostri figli), rappresentare l’ancora che li tiene aggrappati alla loro Terra, che gli consenta di non andare a mendicare altrove un lavoro che, anche in periodi di crisi, abbonda nella loro Terra.

Oggi assistiamo, colpevolmente impotenti, ad orde di lavoratori che, con fare famelico, si avventano su ciò che resta del nostro lavoro, assecondati in ciò da datori di lavoro senza scrupoli, da personaggi che antepongono il Profitto alla Ragione, alla Riconoscenza, al Rispetto.

Rispetto sì, per una Terra ed un Popolo che hanno sacrificato tutto affinchè loro potessero arricchirsi, una Terra che in 50 anni non ha saputo dotarsi di politici all’altezza di farLa rispettare.

Hanno succhiato il sangue di questo meraviglioso Eden , l’hanno sistemato in belle sacche e l’hanno spedito oltre lo Stretto, lasciandoci solo gli aghi infetti ed il materiale pericoloso da smaltire.

E’ giunta l’ora di rivendicare quello che ci spetta, senza cadere nella facile retorica di chi vorrà leggere la presente a seconda dello schieramento o della sua appartenenza, politica e sindacale.

Il minimo che oggi si possa fare per questo territorio è quello di garantire, per buona parte dei suoi abitanti, il LAVORO, obbligando le aziende a servirsi della manodopera locale ( tra le più qualificate al mondo in materia di metalmeccanica e petrolchimica ).

Laddove scarseggiassero certe figure professionali, di istituire dei corsi, presso le scuole professionali della Provincia, atte a formarle e a colmare i vuoti.

Non possiamo continuare ad assistere passivamente all’arrivo di Lavoratori da ogni angolo del mondo, privi della necessaria professionalità, assunti solo perché rappresentano un notevole risparmio sui costi del Personale. Questo ragionamento non rappresenta e non nasconde sentimenti sciovinisti né , tantomeno , razzisti, ha solo la presunzione di accendere i riflettori sulla tragicità che ha assunto il fenomeno “Disoccupazione” in una zona ad altissima densità industriale.

In altri posti è stato già fatto, le Forze Sociali, i Datori e le Istituzioni, si sono fatti carico di delicatissime situazioni, quasi tendenti alla rivolta sociale.

Sedersi attorno ad un tavolo per stilare un Protocollo atto a salvaguardare i principi testé espressi,

potrebbe voler dire salvaguardare quella Pax sociale già tanto duramente messa a rischio negli ultimi due anni.

Enzo Toscano

Segr. Prov. UGL / Chimici

Siracusa

P. S. : Tempo addietro, ebbi a scrivere sul fenomeno ch’io stesso denominai “ Lo Scippo Generazionale “ quel fenomeno cioè, che vede i “ pensionati “ richiamati in servizio in danno dei giovani. Rubano il futuro ai loro stessi figli arrabattando uno stipendio che poi servono su un piatto d’argento ( sotto forma di tasse ) allo Stato.

Nessuno, e sottolineo nessuno, dei Politici o dei Sindacati  ( italiani o del luogo ) ha creduto bene di interessarsi del fenomeno. Assistiamo impotenti all’osceno spettacolo di orde di pensionati richiamati in servizio in occasione di grossi turn-ai quali, potrebbero vedere occupati un gran numero di giovani che, purtroppo, non avendo nulla da fare, si dedicano a ben altre attività, per lo più’ dannose se non nocive per la loro stessa salute.

Augusta 04/02/2011

1 commento

  1. In realta questOriente e allacciato al porto di Napoli come nessun altro luogo. Sono migliaia di prese elettriche per lalimentazione dei contenitori reefer i container con i cibi surgelati e le code attaccate a questo vespaio. Dopo la pubblicazione di questo piano-security per evitare che si potesse costringere la polizia a intervenire i giornali a scriverne per troppo tempo e persino qualche telecamera a intrufolarsi in cerca di qualche succosa scena molti imprenditori cinesi decisero che tutto doveva essere sommerso da maggiore silenzio.

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