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talent finder

Scopritore di talenti, questa la traduzione letterale del nome del network di Davide Guglielmino che va in cerca di persone che, dal fotografo al manager, dallo scrittore al musicista, dall’attore al designer, amando quello che fanno, contribuiscono a migliorare il mondo alimentando la loro passione esclusiva.

E alcuni di questi talenti sono stati presentati, per la prima volta, ieri sera a Zo in viale Africa a Catania per dare loro una visibilità concreta; ogni talento coinvolto è stato messo “in mostra” partecipando secondo le modalità artistiche che più lo rappresentano. E’ stato un happening unico che ha dato spazio alla dimensione della creatività con un’esposizione di fotografie, illustrazioni e oggetti di design ma anche con un momento fatto di musica, poesia e performance live condotto da Viviana Nevi di Radio SIS e Carmelo Colombarini che, per l’occasione, ha smesso i panni di consulente legale.

Parte degli incassi dell’evento vanno a sostenere due progetti umanitari promossi da due “heartner” del network: BA.CO. DI.RA.ME (http://www.bacodirame.it/), associazione di Bruno Andò, che finanzia la ricerca contro le malattie metaboliche rare dei bambini e il programma di assistenza e cura dell’HIV/AIDS in Burkina Faso gestito dal CIAI e promosso da Cycling for Children’ (http://fabioconsoli.blogspot.com/), progetto di Fabio Consoli che promuove le attività a sostegno dei bambini del sud del mondo. L’elenco completo dei talenti coinvolti è davvero lungo e vario e si può trovare sul sito www.davideguglielmino.com; a noi fa piacere sottolinearne alcuni.

Ci ha affascinato l’esibizione di Marco Selvaggio che ha suonato, accompagnato da una violinista,  uno strumento particolare come l’hang drum che è di origine svizzera; ne esistono solo 1.400 al mondo e Marco è l’unico musicista italiano a saperlo suonare: straordinario.

Ci ha colpito l’idea assolutamente originale di Vlady Art di trasformare la London Tube Map in quella immaginaria di Catania riuscendo a tradurre in inglese i nomi dei tanti luoghi etnei che letti così fanno davvero sorridere: bravissimo.

E formidabili i due attori, Francesco Maria Attardi e Giovanni Arezzo, che hanno messo in scena un breve ma intenso dialogo teatrale fatto di battute fulminanti ma anche di due brevi divertissments, quasi due scioglilingua; poco prima avevano letto, insieme a un’altra attrice, Giorgia D’Urso,  brani tratti dai libri di alcuni scrittori-talenti.

Per il vostro e nostro divertimento ecco i testi dei due “divertimenti linguistici”

IL LONFO
Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
sdilenca un poco e gnagio s’archipatta.
È frusco il Lonfo! È pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa legica busia, fa gisbuto;
e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui, zuto
t’ alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi.

Fosco  Maraini

Vidi i ciclisti in bici sì vivi,
li vidi tristi di bici privi.
Vidi i ciclisti di giri in giri
dirsi i difficili “Ci si ritiri”.
Rividi i mitici ripidi clivi,
i visi tipici di bimbi schivi.
Vidi i ciclisti sfiniti, vinti,
li vidi irrisi in bici, spinti.
I divi vidi di dì finiti
cinti di mirti, intimiditi.
Li vidi lividi di gin intrisi
dirti i bisticci i tifi divisi.
I fischi, i gridi, i miti, i lividi,
gli sprint, i brividi, i tiri viscidi di Giri mitici.
Mi dissi: scrivi, scrivi di bici,
scriiiiivi, mi dissi!
Di bici scrissi.

Gianni Micheloni

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