La specificità del caso Libia

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La rivolta si espande in tutto il mondo arabo e dovunque si gridano gli stessi slogan, si avanzano le stesse richieste, ci si richiama ai movimenti dei paesi fratelli: pare quindi un movimento unico che investe tutto il mondo arabo e probabilmente si espanderà anche in tutto quello mussulmano e forse anche altrove.

Pure essendo unico però, investe un mondo che, seppure unificato dalla lingua araba, è estremamente variegato dal punto di vista economico, politico e sociale.

Ad esempio il Barhein ha un reddito pro capita (PPP) di oltre $ 33 000 mentre il Sudan di appena $ 1.900 ,l’Egitto ha la unità politica più antica del mondo mentre l’Iraq è una insieme di etnie riunite insieme in tempi recenti, in Yemen vi sono tensioni fra sciiti e sunniti, in Libano si fronteggiano una decina di confessioni religiose diverse mentre in Tunisia non vi sono affatto rivalità religiose.

La Libia si trova fra i due paesi in cui la rivoluzione ha vinto, in modo netto e con ogni probabilità anche in Libia essa vincerà. ma la Libia è molto diversa dai suoi due confinanti.

Innanzi tutto, dal punto di economico, la Libia ha enormi risorse economiche e una popolazione di modeste dimensioni: ha quindi un reddito pro capita di $ 13,300 non molto lontano da quello mitico della Arabia Saudita ($ 19,800) e molto superiore a quello dell’Egitto ($ 4,900) Infatti in Libia lavorano un un numero altissimo di immigrati, la maggior parte proveniente dall’Egitto ( pare un milione e mezzo di lavoratori ) che ora sono nel panico pù completo perche temono le vendette di Gheddafi.

lI proventi del petrolio e del gas hanno permesso a Gheddafi di sopire tutte le spinte elargendo a questo e a quello, di soddisfare questa o quella richiesta ponendosi quindi come un buon padre che accoglie le richieste del suo popolo con benevolenza e larghezza di mezzi: una specie di rapporto personale quindi che ha mantenuto il suo potere saldo per oltre 40 anni malgrado ogni sua follia: Mubarak e Bel Ali non hanno invece potuto fare altrettanto nei loro paesi per la mancanza di risorse economiche.

Una seconda specificità da mettere in rilievo è che non esiste una coscienza nazionale. La Libia fu creata dagli italiani unificando tre diverse province dell’impero turco: la Cirenaica, la Tripolitania e il Fezzan, ciascuna delle quali poi era composta da gruppi di clan e tribu diverse :il nome stesso di Libia fu coniato dagli Italiani riprendendo un analogo termine dei tempi di Romani Infatti durante la occupazione italiana non si ebbero mai difficoltà a Tripoli mentre invece ci fu una accanita e sanguinosa rivolta di triù beduine dell’interno stroncate poi nel sangue nella repressione di Graziani negli anni ’30.

Per superare il problema Gheddafi si inventò il termine di Jamāhīriyya (letteralmente: regime delle masse): al di là delle affermazioni roboanti significa in pratica una ampia autonomia dei comitati locali e uno scarso controllo del potere centrale. Il potere unificante restava proprio Gheddafi, padrone assoluto che rifiutava perfino il titolo di rais (presidente) intitolandosi solo quello di Qaid (guida) della rivoluzione. La mancanza di coscienza nazionale ha fatto paventare ad alcuni che la Libia possa disintegrarsi; Gheddafi, per spaventare l’Occidente, parla di emirati islamici: la cosa appare poco credibile. Tuttavia le divisioni possono impedire quella compattezza popolare che fu il punto forte in Tunisia e in Egitto (dove si ostentò di superare le tensioni fra copti e mussulmani) e dare quindi qualche opportunità al governo.

Un altro elemento specifico della Libia è che l’esercito ha un peso quasi irrilevante. Nella maggior parte dei paesi arabi (e anche non arabi ) alla fine del colonialismo il potere fu assunto dall’esercito, l’unica struttura effettivamente organizzata ed efficiente. Anche in Libia accadde lo stesso nel 1969 e infatti Gheddafi era un colonnello dell’esercito e il titolo gli è rimasto anche dopo 40 anni. Tuttavia in seguito Gheddafi non si appoggiò pù all’esercito che quindi non ha rivestito più alcun ruolo e Gheddafi affermò il semplicemente un potere personale e carismatico. Quindi mentre in Egitto e Tunisia l’esercito a un certo punto ha preso in mano la situazione esautorando i rais questo non può accadere in Libia.

Ma la peculiarità maggiore della Libia è proprio Gheddafi: un uomo che si è mostrato sempre assolutamente imprevedibile, che non segue alcuna linea politica o almeno semplicemente razionale ma solo un suo personalissimo e fantasioso estro: ne abbiamo avuto noi in Italia qualche manifestazione: si porta le tende in cui dormire, si circonda di una guardia di amazzoni europee, convoca ragazze a pagamento per convertirle all’islam: chi mai altro farebbe cose del genere? E non si tratta di casi isolati: effettivamente sempre Gheddafi ha mostrato di essere al di fuori di ogni ragionevolezza. Mentre Bel Ali e Mubarak alla fine hanno compreso che il loro regime era finito e si sono era ritirati, invece Gheddafi, nella sua paranoia non accetta la realtà, forse effettivamente non la comprende, continua a recitare la parte del grande eroe , del grande capo islamico, della seif al islan (spada dell’Islam, nome che ha dato poi al figlio).

La conseguenza è che tutta la Libia è divenuta un campo di battaglia, che Gheddafi si difende con tutti quelli che sono strettamente legati al suo potere che temono quindi di perdere tutto, magari anche la vita, con la sua caduta.

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Foto da al jazeera Gheddafi arringa i suoi sostenitori nella Piazza Verde il 25/0211

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