Temperatura e sonno legati all’obesità

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L’obesità, molto diffusa oggi, potrebbe essere tenuta sotto controllo, con temperature più basse e buone abitudini di sonno, secondo una ricerca condotta da un team di ricercatori guidato da Simona Bo dell’Università di Torino e pubblicata sull’International Journal of Obesity.

Lo studio ha coinvolto oltre 1000 persone di mezza età, durato sei anni.

Secondo la ricerca, per ogni ora aggiunta di sonno, la probabilità di diventare obesi diminuisce del 30 per cento.

La privazione di sonno cronica, che consiste nel dormire meno di sei ore ogni notte, è un fattore che può portare a una grave obesità, perché i livelli ormonali privati del sonno portano la gente a mangiare e bere di più per aumentare i livelli di energia.

Anche mantenere la temperatura stabile a 20° C durante la stagione fredda, senza aumentare la temperatura, contribuisce a diminuire il rischio di obesità,  perché il corpo brucia più calorie per mantenere una temperatura stabile.

Simona Bo ha precisato pure che guardare la televisione, consumare pasti al ristorante, usare l’aria condizionata, curarsi con gli antidepressivi e gli antipsicotici contribuisce allo sviluppo dell’obesità.

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