Ci penso io

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ghepensimiSe si ha pazienza, le cose prima o poi si capiscono.

Ieri, per esempio, abbiamo capito che nel nostro Paese c’è qualcosa che non va, se abbiamo costretto Silvio Berlusconi a disfarsi del telefonino (“Per colpa delle intercettazioni non ho più il telefonino. Questo non è un paese civile”).

Abbiamo anche capito che lui vorrebbe fare di più per noi ma c’è sempre qualcuno che gli mette il bastone tra le ruote, sia che si chiami Presidente della Repubblica (“Se una legge non piace al capo dello Stato e al suo staff, quella legge torna alla Camera e al Senato”), o Corte Costituzionale (“Se invece non piace alla Corte Costituzionale, la respinge”).

Abbiamo poi capito che i parlamentari sono parcamente inutili (“Lavorano al massimo 50 persone tutti gli altri stanno lì, fanno pettegolezzo e poi seguono ciò che dice il capogruppo”).

Abbiamo in definitiva capito che Silvio Berlusconi ha una concezione del potere molto particolare, che si può riassumere con il famoso modo di dire “ghe pensi mi”. Ci penso io, penso io a tutto, perché gli altri non servono (e sono anche dannosi).

Lo dicono tutti i dittatori…

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