150 anni

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Quest’anno ricorrono i 150 anni dell’unità d’Italia. Italianotizie si sente italiana e per questo vuole ricordare quest’anniversario con un banner accanto alla propria testata e con le parole di una canzone (non lasciatevi ingannare dal titolo) di grande italiano, Giorgio Gaber.

Io non mi sento italiano
Giorgio Gaber – 2003

Io G. G. sono nato e vivo a Milano
Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente, non è per colpa mia ma questa nostra Patria non so che cosa sia.
Può darsi che mi sbagli, che sia una bella idea, ma temo che diventi una brutta poesia.
Mi scusi Presidente, non sento un gran bisogno dell’inno nazionale di cui un po’ mi vergogno.
In quanto ai calciatori non voglio giudicare, i nostri non lo sanno o hanno più pudore.
Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente se arrivo all’impudenza di dire che non sento alcuna appartenenza.
E tranne Garibaldi e altri eroi gloriosi non vedo alcun motivo per essere orgogliosi.
Mi scusi Presidente ma ho in mente il fanatismo delle camicie nere al tempo del fascismo.
Da cui un bel giorno nacque questa democrazia che a farle i complimenti ci vuole fantasia.
Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese pieno di poesia ha tante pretese ma nel nostro mondo occidentale è la periferia.
Mi scusi Presidente ma questo nostro Stato che voi rappresentate mi sembra un po’ sfasciato.
È anche troppo chiaro agli occhi della gente che è tutto calcolato e non funziona niente.
Sarà che gli italiani per lunga tradizione son troppo appassionati di ogni discussione.
Persino in Parlamento c’è un’aria incandescente, si scannano su tutto e poi non cambia niente.
Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente, dovete convenire che i limiti che abbiamo ce li dobbiamo dire.
Ma a parte il disfattismo noi siamo quel che siamo e abbiamo anche un passato che non dimentichiamo.
Mi scusi Presidente, ma forse noi italiani per gli altri siamo solo spaghetti e mandolini.
Allora qui m’incazzo, son fiero e me ne vanto, gli sbatto sulla faccia cos’è il Rinascimento.
Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese forse è poco saggio, ha le idee confuse ma se fossi nato in altri luoghi poteva andarmi peggio.
Mi scusi Presidente, ormai ne ho dette tante, c’è un’altra osservazione che credo sia importante.
Rispetto agli stranieri noi ci crediamo meno ma forse abbiam capito che il mondo è un teatrino.
Mi scusi Presidente, lo so che non gioite se il grido “Italia, Italia” c’è solo alle partite.
Ma un po’ per non morire o forse un po’ per celia abbiam fatto l’Europa, facciamo anche l’Italia.
Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo, per fortuna o purtroppo, per fortuna, per fortuna lo sono.

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