Maltempo nelle Marche: oggi i funerali delle due vittime

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Csette d'Ete

E’ un inferno di fango l’incrocio maledetto in cui due giorni fa una Bmv, su cui viaggiavano tre persone, è stata inghiottita dalla piena dell’Ete Morto, a Casette d’Ete, in provincia di Fermo, nelle Marche.

Oggi si sono svolti i funerali di Valentina Allieri e Giuseppe Santacroce, le due persone inghiottite dal fiume, che sono state ritrovate morte, dopo che erano state trascinate dall’acqua e dal fango.

A Casette d’Ete, nel primo pomeriggio di oggi hanno avuto luogo le esequie di Valentina Allieri, la 20enne ritrovata ieri pomeriggio, dopo ore di ricerche. Contemporaneamente a Ceglie Messapica (Brindisi), suo paese natale, hanno avuto luogo i funerali di  Giuseppe Santacroce, il patrigno 51enne della ragazza, il cui cadavere era stato ritrovato il pomeriggio precedente, rispetto al giorno di ritrovamento di quello della ragazza.

La madre della 20enne, Salvina Granata, 47 anni, che viaggiava con i due deceduti si è salvata grazie all’aiuto di una delle persone, che al momento dell’incidente erano sul posto.

Ora, sul luogo della disgrazia non rimane che il fango, mentre gli uomini della Protezione civile e altri lavoratori cercano di sgomberare il ponte e l’incrocio che è stato fatale per due persone.

Dopo le esequie delle due vittime, curiosi e abitanti del posto guardano attoniti la grossa gru e gli operai che cercano di liberare la strada dal fango.

Mi avvicino a un signore che dice di abitare poco lontano da posto in cui il fiume è tracimato.
Mi conferma che quella maledetta mattina in cui l’Ete Morto è uscito dagli argini varie persone erano lì, a guardare la piena del fiume ingrossato.

Loro avevano fatto cenno all’autista della Bmv, intimandogli di fermarsi, ma l’autista non si era fermato, non aveva sentito o forse aveva sottovalutato il pericolo. Poi è stato un attimo: la macchina è stata inghiottita. Uno degli astanti è riuscito ad aiutare la donna che si è salvata e che ora si trova ricoverata all’ospedale di Civitanova Marche, poi la macchina è stata trascinata dalla piena e la figlia e il compagno  della donna sono stati inghiottiti dall’acqua. Ora riposano in pace.

Un uomo della Protezione civile, mentre guardo quell’infermo di fango, mi indica un segno. L’acqua sulle case quella mattina è arrivata a due metri d’altezza, lasciando una riga marrone.

Davanti alla casa gialla che mi indica l’uomo, vicina all’incrocio in cui Giuseppe Santacroce e Valentina Allieri sono stati inghiottiti dal fiume, l’acqua è arrivata fin quasi sotto al crocicchio di un’alta mimosa che stride coi suoi altezzosi e gioiosi fiori gialli, nella desolazione della melma, che poco più in basso imbratta tutte le cose.

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