Evy Arnesano – “Tipa ideale”

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tipaidealeQuesta è una recensione insolita.

In primo luogo perché ha per oggetto un album pubblicato lo scorso anno e non, come accade abitualmente, una novità discografica. Tuttavia, come dimostra il lusinghiero quantitativo di visualizzazioni su Youtube e il crescente numero di contatti sul proprio profilo Facebook, per una vasta fascia di pubblico il nome della cantautrice salentina Evy Arnesano, seppur già noto agli addetti ai lavori, è balzato fuori solo di recente, grazie alla partecipazione alla trasmissione televisiva “Parla con me”. Il che è condizione sufficiente a rendere “Tipa ideale” una vera e propria primizia: potenza della tanto vituperata tv e del web che, a detta di molti, starebbe uccidendo la musica.

Media e tecnologia, quindi. Ma, e qui risiede un altro tocco di atipicità, le radici di questo lavoro sono tutt’altro che moderne. Perché “Tipa ideale” è un omaggio melodico, tanto sfacciato quanto sincero, a quelle sonorità jazzy, bossa e pop di cui si è nutrita la nostra musica negli anni sessanta e settanta. Cosa che l’autrice confessa nell’affettuosa dedica a Piero Umiliani e Piero Piccioni, vere e proprie presenze ispiratrici del lavoro.
Se vi aspettate però un album modaiolo, che occhieggia alla lounge e alla cocktail music, o addirittura vintage, sbagliate di grosso. E’ innegabile che l’ascoltatore maturo con la mente andrà indietro negli anni, al tempo della sfavillante Mina in bianco e nero di Studio Uno. I quarantenni si ritroveranno a frequentare il “Cafe bleu” dove si intrattenevano gli Style Council o quell’“Eden” in cui si deliziavano gli Everything But The Girl. Il musicofilo si siederà oziosamente a sorseggiare pastis in compagnia di Serge Gainsbourg. Ci si perde dentro quelle colonne sonore che oramai sono parte integrante della nostra cultura, tanto che ci si aspetterebbe, da un momento all’altro,  veder saltar fuori Alberto Sordi, intento ad ammiccare un mambo con la maggiorata di turno.
“Tipa ideale” è tutto questo ma, più di ogni altra cosa, è un lavoro contemporaneo, sorprendentemente fresco ed attuale, inaspettatamente originale e, cosa che non guasta affatto, leggero ed ironico al punto giusto.

Le 13 tracce scivolano una dietro l’altra in modo godibile, lasciando un retrogusto delizioso (sembra di ascoltare una produzione della svedese Labrador).
Ci ritroviamo coinvolti nelle maldestre vicissitudini sentimentali de “Il mio vicino”, nella arguzia tutta femminile di “Tipa ideale”. Lo swing di “Sulla riva di un fiume” è irresistibile. Ci si abbandona ad intriganti intermezzi strumentali (“Da Piero”) o al delicato intimismo di “Ieri per sempre”. Per coi lasciarsi vincere dalla saudade (le due alternate versions in coda all’album).

Non mancano certo le inevitabili incertezze tipiche di ogni esordio ma, se si tiene conto di come l’intero lavoro sia stato autoprodotto dalla stessa autrice, basandosi sulla collaborazione amichevole di molti musicisti, il giudizio non può che essere ampiamente positivo.
Anzi, semmai, ci si chiede cosa sarebbe capace di tirar fuori Evy se supportata da una produzione più dettagliata e di ampio respiro o cosa potrebbe regalarci man mano che crescerà professionalmente.
Se il futuro manterrà le promesse dell’esordio, crediamo proprio che possa realmente divenire la nostra “tipa ideale”, il che data la simpatia dell’artista non ci dispiacerebbe affatto.
Per il momento godiamoci questa gustosa caramella sonora, con l’unica avvertenza di non custodirla gelosamente ma di condividerla con gli altri.

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L’album in una battuta: frizzante

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Evy Arnesano
“Tipa ideale”
(Heavylight records)

Track list:

01. Il mio vicino
02. Samba pa mi
03. Non era tanto male
04. Da Piero
05. Sulla riva di un fiume
06. Tipa ideale
07. Sensi
08. Quello che non sai
09. Fedele mitologica
10. Senza tregua
11. Ieri per sempre
12. Tipa ideale (jazz experience)
13. Il mio vicino (bossa ’04)

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