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188037_206862442662589_7838890_nNell’ambito della stagione teatrale 2011 della Compagnia Vallisa Giuseppe Solfato sta andando in scena in questi giorni nella Chiesa di Santa Teresa dei Maschi a Bari Vecchia La serva padrona, intermezzo buffo musicale di Giovan Battista Pergolesi. Protagonisti Vittoria Di Donna (soprano in Serpina), Gianfranco Zuccarino (baritono in Uberto) e Davide De Marco (mimo nel ruolo di Vespone), per la regia di Mario Raoli, accompagnati dall’Orchestra Vallisa diretta da Grazia Bonasia. Ideazione e realizzazione dei costumi a cura di Dimitar Dimitrov e Associazione Ri-belle, la nuova vita delle cose.

Appuntamento, coincidente con i festeggiamenti del 150° anniversario dell’Unità D’Italia, che vuole omaggiare l’evento rammentando il contributo che la tradizione lirica nazionale ha dato all’unificazione culturale della penisola.

La Serva Padrona fu scritta da Pergolesi del 1733 e rappresenta la più alta espressione dell’intermezzo, genere musicale nato nel XVIII secolo per riempire gli intervalli fra un atto e l’altro delle opere serie, anticamera di quello che sarebbe stato il teatro comico musicale europeo.

L’operetta fu scritta come intermezzo all’opera in tre atti Il prigionier superbo, dello stesso Pergolesi, che però fu subito dimenticata.

La Serva Padrona racconta la storia di Uberto, ricco signore di mezza età che ha a servizio una giovane ed impertinente serva di nome Serpina, bella, spiritosa ma molto prepotente.

Serpina naturalmente approfitta del carattere buono del suo padrone che, per punirla, le dice di voler prendere moglie. Allora la serva chiede al padrone di sposarla ma lui, anche se interessato, rifiuta. Serpina, furbescamente, decide di far ingelosire Uberto, facendogli credere che vuole sposare capitan Tempesta, che in realtà è il servo Vespone che, travestito da soldato, chiede a Uberto una dote di 4000 scudi.

Uberto non vuole dare il denaro a Capitan Tempesta e così è costretto a sposare Serpina che da serva diventa padrona.

Abbiamo assistito ad uno spettacolo delizioso, una brillante sinergia tra musica, canto, luce, movimento e scenografia, pochi oggetti, spostati dagli attori stessi, che sembrano così diventare anch’essi protagonisti della storia.

La luce domina sotto forma di candele mentre la musica accompagna gli attori in un ballo scoppiettante, vivace e brioso quale può essere l’immagine di un fuoco che prende vita in un camino spento.

La comicità e i tratti grotteschi, caratteristici dei personaggi, vengono accentuati ed avvolti da un’atmosfera senza tempo, grazie anche ai costumi realizzati con materiale di riuso e riciclo.

Uno spettacolo dunque classico, nel suo genere, che viene però spogliato della sua classicità e rivestito di elementi nuovi ed originali.

Senza dubbio uno stuzzicante intermezzo da gustare.

Sono previste ancora due repliche sabato 18 alle 21 e domenica 20 recita straordinaria con inizio alle ore 19,30.

Per info e biglietti: Progetto Vallisa, via Vallisa 24 Bari, tel 0805216276

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