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bellissime

Cosa succede quando quattro api regine si trovano nello stesso alveare? Normalmente si pensa che una ne esca vincitrice  e le altre soccombano, invece nel caso di “Bellissime”, come ha giustamente sottolineato Caterina Intelisano, una “collega” delle protagoniste presente tra il pubblico, riescono a creare un piccolo capolavoro di comicità mai volgare, di deliziosa ironia, di riflessioni sulla fatuità di certi modelli dominanti: tutto questo e molto altro è “Bellissime” che abbiamo applaudito ieri nella capitale al teatro Roma di via Umbertide scritto da Paola Tiziana Cruciani che è anche la regista e una delle quattro “api regine” insieme a Michela Andreozzi, Alessandra Costanzo e Paola Minaccioni; a tentare di tener testa a questo agguerrito “quartetto rosa” un formidabile Enzo Casertano e un bravo Emiliano Luccisano, le scenografie sono di Giulia De Mari e Federico Cardinali.

Più di due ore di una comicità inarrestabile su un palcoscenico in cui la Cruciani è riuscita a immaginare e far convivere tre diversi ambienti di questa improbabile clinica di chirurgia estetica in cui si trovano la direttrice, interpretata dalla Cruciani, che ha anche una storia giallo-erotica con un “misterioso” Emiliano Luccisano, una prima cliente, Paola Minaccioni,  un’ex veterinaria che, spinta dall’amante, Enzo Casertano, vuole rifarsi i glutei, una seconda, Michela Andreozzi, che ha una deviazione del setto nasale e la terza, Alessandra Costanzo, che vorrebbe farsi ridurre il seno eccessivo.

Paola Tiziana Cruciani è riuscita a caratterizzare perfettamente ogni collega sottolineando ed esaltandone le caratteristiche sia fisiche che di recitazione per cui la Costanzo, di origine catanese e con un decolleté prosperoso, interpreta una siciliana madre di sei figli, la Minaccioni una “coatta” del quartiere Laurentino tutta palestrata e la Minaccioni una donna insicura, buffa, imbranata, clownesca. A Casertano tocca l’ingrato compito di arginare, a modo suo, queste quattro donne con cui viene in contatto e il finale a sorpresa, che naturalmente non vi sveliamo, provoca ulteriori risate: nessuna delle clienti si sottoporrà agli interventi estetici previsti ma il soggiorno nella clinica le farà cambiare dentro stravolgendo in positivo le loro vite ma anche quella dei due interpreti maschili.

Risate ininterrotte, applausi calorosi conditi da “brave” urlato con convinzione dal numeroso pubblico presente per questa piece deliziosa che continua la sua tourneè in altri teatri della zona e che ci auguriamo possa calcare i palcoscenici di tutta Itaia.

1 commento

  1. Author

    errata corrige: c’è un refuso involontario di cui mi scuso con l’attrice. La coatta del Laurentino è Michela Andreozzi, non Paola Minaccioni…

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