Dimissioni

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Nonostante lo avesse annunciato in tutte le lingue (“Il Premier ritiene opportuno scendere in campo in prima persona per difendersi. Da parte nostra c’è la disponibilità di celebrare i processi e rapidamente, per questo abbiamo dato la disponibilità del lunedì per le udienze”, Niccolò Ghedini, avvocato del Premier), ieri Silvio Berlusconi non si è presentato alla prima udienza del processo Mills, quello in cui è indagato per corruzione in atti giudiziari e nel quale l’avvocato inglese David Mills è già stato condannato perché riconosciuto colpevole di aver intascato una tangente di 600.000 dollari per il suo silenzio durante un altro processo che vedeva coinvolto il Presidente del Consiglio.

“La sua assenza – lo ha giustificato l’avvocato Ghedini – è dovuta a un consiglio dei ministri straordinario, convocato per discutere sulla questione libica. Non abbiamo chiesto il legittimo impedimento perché abbiamo preso un impegno e gli impegni vanno rispettati”.

Parole corrette, che però si scontrano con quanto detto subito dopo: “Difendersi nel processo presuppone prepararsi almeno un giorno prima e non essere spettatore passivo. E questo è stato precluso al presidente Berlusconi”.

C’è qualcosa che non quadra… c’è forse qualcuno che costringe l’imputato Berlusconi a svolgere la funzione di Presidente del Consiglio. Non sarebbe meglio per lui, per il corretto funzionamento della giustizia e, in definitiva, per l’Italia, dimettersi per poter meglio difendersi e poi, così come hanno fatto tanti politici, in Italia e all’estero, in caso di assoluzione poter ritornare a testa alta a occupare il posto che gli elettori gli vorranno dare?

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