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l'altro figlio  foto G.Messina

Sabato 26 Marzo 2011 alle ore 21 al Teatro Brancati in via Sabotino a Catania l’Associazione Città Teatro presenta lo spettacolo di teatro-danza  “L’altro figlio”, atto unico di Luigi Pirandello con la regia di Orazio Torrisi e le coreografie Silvana Lo Giudice. Protagonisti sulla scena Debora Bernardi, Salvo Piro, Valentina Ferrante, Giovanni Santangelo e il corpo di ballo di Città Teatro Danza Liliana Gaglio, Claudio Licciardi, Olga Nicoloso, Anna Occhipinti, Antonella Squillaci, Giorgia Torrisi, Silvia Torrisi .
Tratto dalla novella omonima, scritta e pubblicata nel 1905, Pirandello scrisse questo atto unico nel 1923, anno in cui ci fu anche la prima rappresentazione al Teatro Nazionale di Roma.
“L’altro figlio” rappresenta un caso un po’ a se stante nell’evoluzione della drammaturgia pirandelliana risentendo in modo diretto dell’impianto novellistico in cui l’influsso verista è estremamente evidente: la madre che rifiuta il figlio naturale a seguito di uno stupro è un personaggio vicino a molte protagoniste della produzione verghiana e l’ambiente tende a identificarsi in modo chiaro e preciso con quello di un paese siciliano.
È tuttavia presente un elemento che accosta “L’altro figlio” al teatro pirandelliano maggiore: l’incapacità della protagonista di riconciliarsi con la realtà. I figli che l’hanno abbandonata e non si curano di lei sono i figli “veri” mentre quello presente, che vorrebbe curarla e accudirla, è “falso”. La fuga dalla realtà, allora, si traduce in un dramma senza soluzione.
Attorno alle storie dei tre personaggi principali, stimolati dall’analista Pirandello/Medico – autentico Hinkfuss manovratore di tutte le azioni – si muovono i ballerini che con il loro linguaggio corporeo tendono a sottolineare le sensazioni più viscerali e le emozioni più interiorizzate insite nella pagina scritta e rese con strumenti diversi dal linguaggio verbale degli attori. Il tutto sotto il volo solenne di un corvo nero, da sempre segno di malaugurio e di tragedia, ma in questo caso simbolo della poesia che tocca l’animo così come ci è capitato leggendo alcune pagine della novella pirandelliana, con la non tanto recondita aspirazione di farlo volare anche sugli spettatori.

Le scene e i costumi dono di Giuseppe Andolfo , le musiche di Aubry e Nyman, le foto di scena sono di Giuseppe Messina. Si ringrazia per la collaborazione l’Associazione Danza Accademica T.M.B.

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