A grouding in numbers

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Nel lontano 2005 la leggendaria band progressive dei “ Van der graaf generator”  si era riunita dopo 27 anni con la line up originale: Peter Hammill  voce, piano e  chitarra, Hugh Banton organo e basso. Guy Evans batteria, David Jackson  sax e flauto realizzando ”Present”, un album  pregevole.  Nel 2007 usciva “ Trisector” senza l’apporto del fiatista David Jackson che decideva di militare nella band progressive napoletana  Osanna  di Lino Vairetti. Il progetto “ Trisector” sara’ una prova dai risultati discreti.  Nel marzo 2011 i “Van der graaf generator” tornano con “A grounding in numbers”.  A questa nuova realizzazione partecipano  Il leader Peter  Hammill chitarra, piano e voce, Hugh Banton organo, mellotron e basso, Guy Evans batteria  con la supervisione di Hugh Padgham. Dal primo ascolto si nota che e’ la prova più convincente dalla riunione. “Your time start now”  è aperta dal tappeto sonoro dell’organo di Banton  colorato dalla voce  unica di Peter Hammill. La traccia “ Mathematics” si sviluppa su temi leggeri che ricordano “Fool ‘s mate “ l’album solista  di Hammill. “Highly strong” dall’inizio vibrante  si muove su tempi dispari dove si nota il marchio di fabbrica. Si  prosegue con “Red baron”,  brano strumentale dalle traiettorie  sinistre che trasportano su territori  inesplorati. “Bunsho” e’ una ballata con una buona struttura , colorata  dalla chitarra  elettrica  di Hammill. Il brano “ Snake oil” si snoda  su tempi dispari disegnati dal drumming preciso di Evans.  La traccia “Splink”  è uno strumentale con delle sonorità  psichedeliche.  L’ ottava  canzone  è ”Embarassing kid” basata sul riff della chitarra con sviluppi ritmici che hanno sapori new wave  anni ottanta.  Si giunge a “ Medusa”,  brano strumentale  sublime arrangiato in modo superlativo  con un magico Hammill che dalla sua tavolozza esce  suoni canori  davvero struggenti.  La seducente “Mr sands”  si basa sulle strutture progressive dell’organo e del melletron.  I brani “ Smoke”  e “5533”  mostrano    Hammill  con un  timbro vocale  angosciato  e poetico. La chiusura di questo capolavoro e’ affidata a “All over the place”che presenta frammenti ritmici, soluzioni armoniche superlative, arrangiamenti variegati e curati. Con quest’album  i  “Van der graaf generator” confermano di essere la più colta band progressive, cosa mai notata da ascoltatori superficiali. Le onde sonore emanate dal generatore purificano l’aria inquinata  da scorie. Il geniale Hammill mostra ancora i suoi artigli, lasciando segni sulla pelle e sul cuore  che non possono lasciare insensibili.

Buon ascolto e alla prossima.

vander

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