Come giudicare un giudice

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La continua ricerca del colpevole di una nefandezza, ieri e più che mai nella cronaca di oggi, come una corsa affannosa, il gioco impegnativo e stancante del cane che si morde la coda invano. E trovarsi di fronte a nuove prove, nuove versioni mutabili come il tempo primaverile (se ancora c’è consentito parlare di stagioni), nuovi testimonianze e nuove piste da seguire spesso in contraddizione tra loro. E’ una grande e rupestre tribunale la vita!

In questo contesto si muove la commedia in due atti “La brocca rotta” di Heinrich von Kleist con la regia di Nino Mangano in scena al teatro Musco di Catania. Innegabile è l’affiatamento degli interpreti nei vari ruoli, una regia studiata e ben curata, le scene essenziali di Riccardo Perricone, i costumi adeguati di Dora Argento, le musiche di Massimiliano Pace, le coreografie di Silvana Lo Giudice.

L’investigatore-giudice alla ricerca del colpevole che altri non è che se stesso, la contraddizione nelle versioni dell’accaduto (d’altra parte il bugiardo deve avere buona memoria e molta, accurata concentrazione). Non è il caso del giudice Adamo che, tra il fitto buio di campagna tenta un approccio con la bella Eva ma, come nell’Eden, il diavolo ci mette lo zampino, anzi il piede caprino trascinato dalla camminata “claudicante” ed una perduta parrucca ritrovata sporca riversa sull’erba.

La verità giace così, palesemente visibile all’occhio della gente eppure tanto celata dall’io, dalla paura di essere giudicati ingiustamente, di essere additati dalla società, stereotipati dal pettegolezzo. Quanta miseria nasconde la natura umana! Quanto attuale è ancora oggi la visione di Kleist!

Il noto e bravo attore Mimmo Mignemi è il giudice Adamo nella sua straordinaria mimica, nei suoi timori ben trasmessi al pubblico, nel suo “arrampicarsi sugli specchi” in un vortice di scuse, di imbarazzi, di inadeguatezza. L’attore si muove disinvolto interloquendo con i vari personaggi ed in particolar modo con il consigliere di giustizia Walter interpretato dall’elegante, raffinato Angelo Tosto.

Intorno si muovono accusati ed accusatori in scene rupestri contornati da alberi variopinti. Applaudiamo la bella e brava attrice Egle Doria nei panni di Eva, il promesso fidanzato di lei, Roberto, ben interpretato da Giampaolo Romania con le sue stizze bambineschi e l’ardimentosa rabbia del tradimento sospettato.

E poi la chiassosa madre di Eva, Marta, risentita per la sua “brocca rotta”, grida la sua vendetta in faccia al futuro genero; l’attrice d’esperienza, sempre ben calibrata ed attenta Raniela Ragonese dà volto ed impeto ad una madre ora sconvolta, ora arrabbiata, ora protettiva e, infine, spaurita. Di contro il padre di Roberto, Vito, frenato dal suo piccolo problema di “tartaglio vocale” cerca la sua giustizia attraverso l’attore Camillo Mascolino. La cameriera del giudice, Lisa è la giovane Chiara Seminare mentre la governante è Marzia Longo.

Il cancelliere Lucio, opportunista ed arrivista pronto a subentrare nella carica di momentaneo giudice è l’attore Fiorenzo Fiorito applaudito in diversi ruoli in altrettante commedie.

Il factotum, bravo “flautista”, goffo ma simpatico è l’attore Aldo Toscano.

In questo caso è vero che le piccole parti fanno spesso i grandi attori: nel ruolo di comare Brigida applaudiamo la bravissima Margherita Mignemi. Suo il ruolo di disturbatrice della causa attraverso la tentazione delle leccornie offerte alla corte, agli accusati e agli accusatori. Infine teste risolutivo del processo: il colpevole del misfatto è lo stesso accusatore, il giudice Adamo. L’attrice si diverte in scena e diverte come è solita fare nelle sue performance artistiche. La naturalezza è la sua dote più grande.

E’ il caso di dire, infine, che a trionfare è sempre la verità. Almeno lo si spera.

brocca rotta

L’immagine è tratta dal sito: blumedia.info

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