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giovanni formisano

“Matrimoni e Viscuvati di lu cielu su calati !”: questo detto per anni è riecheggiato sulla bocca dei catanesi a significare che sia il matrimonio che il sacerdozio sono voleri di Dio e “Matrimoni e viscuvati”,  celebre commedia di G. Formisano è stata portata in scena dalla compagnia del Teatro Stabile di Gravina lo scorso finesettimana al teatro Don Bosco di Catania.

La storia narra del cambiamento di una famiglia  povera che viene baciata dalla fortuna con la vincita del lotto; siamo nella casa di Mastru Serafino (il bravissimo Franco Torrisi),uno stagnataro a cui un compare defunto in sogno  regala dei numeri che faranno la sua fortuna ma, allo stesso tempo, è proprio Serafino a voler continuare a fare il suo mestiere per non dimenticare di chi era prima di far fortuna contrariamente alla moglie, donna Pudda, che all’inizio vediamo battersi per i diritti civili occupando il posto di presidente socialista; poi però, come spesso accade nella maggior parte dei casi quando la fortuna ti bacia, oltre alla miseria porta via con sé anche le origini ed è la straordinaria Francesca Barresi a interpretare questo ruolo rendendo il personaggio unico nel suo genere. Dal matrimonio di Serafino e Pudda è nata una figlia, Cuncittina (la brava Laura Laviano ) innamorata di Saru (il convincente Carmelo Seminara), garzone della bottega ma che, però indecisa per l’ amore verso un altro giovane, perde l’interesse per Saru .

In scena ci sono anche  due cameriere, nel primo atto Pippina (Adriana Lo Piano ) che rende le sue battute divertenti ma allo stesso tempo “cuttighiare” e nel secondo Tina, devota nei confronti di Mastru Serafino ma stizzita verso Donna Pudda. Una breve ma intensa parte è stata appannaggio di Donna Placida (Maria Iuvara) che l’ha “colorata” con la sua consueta bravura.

Il succo della storia è la credenza che a stravolgere i sentimenti di Concettina nei confronti di Saru sia una fattura e da questo fatto in poi iniziano a susseguirsi i consulti con la sonnambula e i consigli dei compari .(Turi Napoli e Gianni Sciuto) nell’attesa che tutto torni come prima e che Saru riesca a perdonare Concettina .

Bravi anche gli altri attori del cast dal dottore (Guido Rapisarda) a Don Padre Celestino (Pippo Di Maura), il sucararo (Paolo Venturino) e le sucarare (Vanessa Bertino e Marzia Fiume).

Ancora una volta il nostro grazie va ai registi G. Sciuto e F. Torrisi per averci regalato attimi di spensieratezza  e a tutto il personale tecnico per l’organizzazione.

Concludiamo con una notazione di regia di Franco Torrisi: “ho voluto stravolgere il testo originario del grande Giovanni Formisano prolungando il perdono di Concettina da parte di Saru e inserendo una celebre canzone del Formisano “E vui dormiti ancora “, musicata dal maestro Calì e tradotta in tutte le lingue”

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