Radioattivare il mondo?

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Dopo la catastrofe avvenuta in Giappone, il mondo sembra essersi fermato per discutere riguardo al nucleare e al suo possibile apporto positivo a livello energetico sul nostro pianeta. Pensare che possa essere produttivo utilizzare il nucleare è quasi una certezza a livello economico e scientifico. Ma è davvero così facile ammettere che la nostra salute non venga pregiudicata e, insieme ad essa, quella della nostra amata terra?

In Giappone, in questi giorni, molti corpi di persone decedute durante il terremoto restano ancora a galleggiare marcendo nelle pozze d’acqua senza essere raccolti per la loro radioattività; le stesse nubi radioattive hanno raggiunto l’Europa in fretta, contaminandone l’atmosfera e allarmando l’intero continente.

Le ultime notizie di oggi accennano ad un’estensione sempre più rapida di queste nubi e all’abbandono dei cadaveri a Fukushima da parte delle autorità governative che non sanno ancora come comportarsi rispetto alla questione.

Corpi senza vita circondano la centrale nucleare della stessa Fukushima senza che nessuno osi avvicinarsi ad essi.

E così, invece di andare avanti, sembra che i progressi della modernità in certe occasioni ci riportino indietro nel tempo, dinnanzi ad una massa di cadaveri “intoccabili”, quasi infetti.

Davvero può esistere, dunque, un piano di sicurezza per il nucleare? E mentre si studia il modo per raccogliere quei corpi inermi che fanno da decoro alla centrale nucleare esplosa, simbolo di questa modernità, il mondo si “radioattiva”.

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