Anticostituzionalismo italiano?

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Qualche giorno fa, precisamente lo scorso 29 marzo, è stato presentato in Senato un disegno di legge da parte del senatore del Pdl Cristano De Eccher a favore dell’abolizione della legge che vieta “la riorganizzazione del disciolto partito fascista”.

Tale proponimento ha scatenato l’ira da parte del Pd che l’ha considerato assolutamente scandaloso e vergognoso, grave e offensivo rispetto alla storia dell’Italia, ma soprattutto per il tentativo di “distorcere” e modificare continuamente la Costituzione italiana.

Proteste sono giunte anche da parte di molti degli esponenti dello stesso Pdl, rimasti assolutamente attoniti dinnanzi ad una tale possibilità che rinnega le nostre radici storiche.

Dopo tanti dissensi da parte della destra, della sinistra e anche da parte della comunità ebraica che ha sottolineato non soltanto l’anticostituzionalismo, ma anche la mancanza di rispetto verso un secolo di storia buio per il nostro paese, Eccher non si pronuncia, rimanendo in silenzio dinnanzi alle domande dei giornalisti. Il resto dei firmatari, invece, si difende dalle accuse e dalle proteste affermando di voler portare avanti questo disegno di legge per dimostrare coerenza rispetto ai reati d’opinione.

È giusto, dunque, modificare la Costituzione per rispettare “le opinioni” o è più giusto mantenerla intatta rispettando la storia del nostro paese? Forse Costituzione è una parola che ancora merita la lettera maiuscola. Ma in Italia?

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