E Gheddafi continua a scrivere

Print Friendly, PDF & Email

images

Un’altra lettera è stata inviata da Gheddafi ad Obama, scritta anche questa con tono del tutto inconsueto come è nello stile del personaggio. Vale la pena di leggere il testo integrale:

“Nostro figlio, Eccellenza,

Al presidente Obama

U.S.A

Ci avete ferito più moralmente che fisicamente per quello che è successo contro di noi sia nelle azioni che nelle parole da parte vostra. Nonostante tutto questo rimarrai sempre nostro figlio qualunque cosa accada. Abbiamo ancora pregato perche continui ad essere presidente degli Stati Uniti d’America. Noi facciamo ogni sforzo e speriamo che otterrai la vittoria nella campagna per le nuova elezione. Tu sei un uomo che ha il coraggio di annullare un’azione sbagliata e cattiva . Sono sicuro che sei in grado di assumerti la responsabilità per questo. Sono sufficienti le prove che abbiamo. Avendo bene in mente il fatto che tu sei il presidente della potenza più forte del mondo al giorno d’oggi e dal momento che la Nato sta conducendo una guerra ingiusta contro un piccolo popolo di un paese in via di sviluppo. Questo paese era già stato sottoposto ad embargo e sanzioni, inoltre, ha anche subito una diretta aggressione militare armata al tempo di Reagan. Questo paese è la Libia. Quindi, per servire la pace nel mondo, l’amicizia tra i nostri popoli e per il bene della vita economica, la sicurezza e la cooperazione contro il terrorismo, tu sei in grado di tenere fuori la Nato dalla vicenda libica per il bene.

Come tu sai molto bene la democrazia e la costruzione della società civile non può essere raggiunta per mezzo di missili e aerei, o appoggiando forze armate di Al Quaeda a Bengasi.

Tu, proprio tu, hai detto in molte occasioni, una di esse all’ assemblea generale delle Nazioni Unite, io sono stato testimone personalmente, che l’America non è responsabile per la sicurezza di altri popoli, che l’America aiuta solo. Questa è la logica giusta.

Caro figlio nostro , Eccellenza, Baraka Hussein Abu oumama, (sic) il tuo intervento in nome degli Stati Uniti è doveroso, in modo che la Nato si ritirerà definitivamente dalla vicenda libica. La Libia dovrebbe essere lasciata ai libici all’interno della cornice dell’Unione africana. Il problema che ora sorge è il seguente:

C’è l’intervento della Nato politico e militari.

Il Terrore condotto da bande Al Qaueda che sono state armate in alcune città, e con la forza ha rifiutato di permettere alle persone di tornare alla loro vita normale, e continuare a esercitare il potere con la loro gente sociale come al solito.

Mu’aumer Qaddaffi

Leader della Rivoluzione

Tripoli 04/04 /2011

L’inglese non sempre appare chiaro e fluente, le traslitterazione dall’arabo in inglese non comune (si noti il cognome di Obama): presumibilmente è stata scritta direttamente dal colonnello che conosce l’inglese anche se non lo parla mai in pubblico fingendo di non conoscerlo, una delle bizzarrie del personaggio.

Non è la prima volta che scrive ad Obama

In una precedente lettera inviata il 19 marzo, poco prima del primo attacco aereo internazionale, il colonnello Gheddafi aveva assicurato Obama, che “anche se la Libia e gli Stati Uniti entrano in guerra, Dio non voglia, tu rimarrai sempre mio figlio”.

A parte le bizzarrie del personaggio, tuttavia, la sostanza è che effettivamente la crisi libica richiede una soluzione diplomatica e concordata: le forze di Bengasi non sembrano in grado di rovesciare Gheddafi nemmeno con l’aiuto massiccio delle incursioni aeree della NATO e d‘altra parte nemmeno Gheddafi riesce a soffocare la rivolta. Va escluso ogni intervento terrestre da parte occidentale e quindi la questione è in un vicolo cieco. Si spera in una mediazione dell’Unione Africana e soprattutto della Turchia che è un paese mussulmano, laico ma retto da un governo di ispirazione mussulmana e, nel contempo, è membro della Nato e candidato ad entrare nell’Unione Europea. Ma oggettivamente la mediazione è difficile ed ha come premessa il ritiro di Gheddafi dal potere: davvero difficile prevedere le mosse dell’imprevedibile Gheddafi. Noi azzarderemmo l’ipotesi che se si offrisse una uscita soprattutto dignitosa e onorevole, Gheddafi potrebbe veramente fare un passo indietro perchè nel mondo arabo la dignità ne la “faccia” sono molto sentite.

Ma si tratta solo di una ipotesi del tutto personale che non ha nessuna riscontro nei fatti , almeno fino ad ora.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*