La meditazione riduce il dolore

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Meditando il dolore si riduce

Alcuni studiosi americani hanno utilizzato la risonanza magnetica per capire i meccanismi attraverso cui una tecnica di meditazione può ridurre l’intensità e la sgradevolezza del dolore.

Il neuroscienziato Fadel Zeidan, del Dipartimento di Neurobiologia della Wake Forest University School of Medicine negli Stati Uniti e i colleghi hanno mostrato come una tecnica di meditazione abbia potuto ridurre del 40 per cento l’intensità  del dolore e del 57 per cento la sgradevolezza dell’esperienza dolorosa.

Nello studio, 15 volontari che non avevano mai meditato prima, sono stati addestrati per 20 minuti al giorno, per quattro giorni. I ricercatori li hanno poi esposti a uno stimolo doloroso, con alta temperatura sulla pelle, e hanno effettuato le scansioni cerebrali con la risonanza.

Gli esami hanno rivelato che la meditazione aveva ridotto l’attività  del cervello in una regione chiamata corteccia somatosensoriale primaria e  provocato una maggiore attività  cerebrale nella corteccia cingolata anteriore, nell’insula anteriore e nella corteccia orbito-frontale.

Ogni partecipante grazie alla meditazione ha avuto una riduzione del dolore, che ha raggiunto in alcuni casi fino a un massimo del 93 per cento.

La meditazione messa in atto da Zeidan richiede che una persona si  rilassi, focalizzando l’attenzione sul respiro, riconoscendo eventuali pensieri o emozioni, che però vengono lasciati andare dolcemente, portando di nuovo l’attenzione sul respiro.

Chiamata meditazione di consapevolezza questo tipo di meditazione utilizza tecniche simili alle indiane Samatha e Vipassana, sorte più di 2.000 anni fa in India.

Samatha e Vipassana: cenni dal web

La tecnica di meditazione samatha si basa sulla consapevolezza del respiro, attraverso l’osservazione prolungata (per almeno 15-30 minuti) delle fasi di inspirazione ed espirazione in uno dei punti in cui è più netta la sensazione del respiro che entra e circola nel corpo: all’entrata del naso, nello stomaco o all’altezza del plesso solare (punto corrispondente al terzo dei sette chakra, manipura, collocato nella metà  superiore del ventre). Grazie alla pratica della samatha, è possibile focalizzare l’attenzione distogliendola dalle emozioni negative, come la rabbia, l’ansia, l’invidia e il rancore. Nella tradizione delle pratiche meditative orientali, samatha sta per serenità  e pace dell’anima, condizioni capaci di generare le energie che la vipassana  saprà  poi tradurre in azione. Samatha e vipassana  non sono infatti due tecniche differenti, che perseguono finalità  diverse, ma possono essere viste come le due facce di una stessa medaglia
(Da http://www.crescita-personale.it/buddismo/1657/meditazione-samatha/129/a)

“Per mettere in atto la meditazione Vipassana per prima cosa, scegli un posto adatto a una regolare pratica della meditazione; mettici una sedia o un cuscino da meditazione e aggiungi qualche libro o immagine che contribuisca a dare la sensazione di uno spazio sacro e pieno di pace.
Per la pratica regolare scegli un momento che si adatti bene allo schema della tua giornata e al tuo temperamento. Se sei una persona mattiniera, prova a sederti a meditare prima di colazione; se la sera è più adatta al tuo temperamento o al tuo orario giornaliero, prima prova di sera. Per cominciare siedi 15 o 20 minuti alla volta; in seguito potrai meditare più a lungo o con più frequenza. La meditazione quotidiana può diventare come fare il bagno o lavarsi i denti: può dare una ripulita regolare al tuo cuore e alla tua mente, calmandoli.
Che tu sieda su di un cuscino o una sedia, stai eretto ma non rigido. Il tuo corpo sia fermamente piantato a terra, con le mani appoggiate e sciolte, il torace rilassato, gli occhi chiusi con delicatezza. Percepisci il corpo e allenta ogni prevedibile tensione. Lascia andare tutti i pensieri e i progetti abituali.
Ora porta l’attenzione a percepire le sensazioni che ti dà il respiro. Fai alcuni respiri profondi per sentire in che punto percepisci il respiro con più facilità, sotto forma di freschezza o di solletico nelle narici o nella gola, o come movimento del petto o come espansione e riduzione della pancia. A questo punto lascia che il respiro fluisca spontaneo. Percepisci con grande cura le sensazioni che ti dà  ogni respiro, rilassandoti in ognuno via via che lo senti scorrere, notando come le sottili sensazioni del respiro vadano e vengano senza sforzo.
Dopo alcuni respiri la tua attenzione probabilmente se ne andrà  a spasso. Non importa quanto a lungo sei stato via: torna con gentilezza al respiro. Prima di tornare puoi esercitare consapevolmente il riconoscimento con una parola delicata sullo sfondo della mente, come pensare o fantasticare o ascoltare o prurito: dopo aver dato un nome tra te e te, a ciò che aveva attirato la tua attenzione rilassati e torna gentilmente a sentire il respiro successivo. Man mano che la tua pratica meditativa si sviluppa, puoi prendere consapevolezza sempre più piena dei luoghi in cui vagabonda la tua attenzione. Quando a distrarti dal respiro sono forti sensazioni o emozioni o pensieri ricevili con la stessa presa d’atto consapevole che riservi al respiro: riconoscili, definiscili gentilmente con un nome; quando saranno passati torna al respiro. Se hai appena cominciato la sessione e vuoi sviluppare più stabilità basterà  anche solo una parola di riconoscimento, per poi tornare al respiro.
Mentre siedi insieme al respiro lascia che il suo ritmo cambi spontaneamente: permettigli di essere breve, lungo, veloce o lento, sforzato o facile. Stabilizzati rilassandoti nel respiro; quando il respito si fa più sottile, lascia che anche l’attenzione si faccia delicata e accurata, leggera come il respiro stesso.
Ti riporterai indietro mille volte, come se stessi addestrando un cucciolo: poco a poco, settimane e mesi di questa pratica con il respiro ti renderanno più calmo e concentrato. E’ un processo ciclico, che avrà  giorni di tempesta come giorni limpidi. Limitati a starci insieme; facendolo scoprirai che la consapevolezza del respiro ti aiuta a stabilizzare e tranquillizzare la mente e il corpo. Da questa consapevolezza inziale potrai andare incontro alle altre esperienze che sorgono: sarai centrato nel bel mezzo della tua vita in perenne cambiamento.

Da il Cuore Saggio di Jack Kornfield su http://lameditazione.com/2010/11/meditazione-di-consapevolezza-metodo-base/

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